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L’Indice dei prezzi al consumo: un valido indicatore delle variazioni dell’inflazione

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è un indice mensile pubblicato dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti. Si tratta di un indice che fornisce la misura del costo della vita attraverso i prezzi di alcuni beni e servizi che costituiscono un paniere predefinito. Il paniere comprende un’ampia gamma di beni e servizi divisi in più di 200 categorie. All’interno di queste categorie vengono individuati 8 sottogruppi principali. Questi sono:

  • – cibo e bevande;
  • – abbigliamento;
  • – casa;
  • – trasporti;
  • – educazione;
  • – cure mediche;
  • – spese energetiche;
  • – tempo libero.

L’indice dei prezzi al consumo

Al fine della determinazione dei prezzi sono incluse le tasse legate direttamente all’acquisto dei beni presi in considerazione, mentre non vengono calcolate quelle non direttamente implicate nell’acquisto. La rilevazione dei prezzi avviene in ben 87 aree degli Stati Uniti e per due tipologie di consumatori: gli abitanti delle zone urbane, che costituiscono l’87% della popolazione statunitense e i salariati che rappresentano circa il 32% degli americani.

L’Indice dei prezzi al consumo ha un impatto elevato sui mercati poiché è in grado di fotografare l’andamento dell’inflazione, divenendo così, in qualche misura un anticipatore delle politiche monetarie della Federal Reserve.

In particolare gli operatori economici osservano con attenzione l’indice epurandolo dei sui componenti più volatili (spese per il cibo e l’energia) in modo da avere un quadro quanto più realistico dell’inflazione. Le variazioni dell’inflazione costituiscono un elemento determinante per il costo delle valute, infatti i tassi di interesse crescono in maniera direttamente proporzionale all’inflazione.

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