I migliori broker/investitori della storia

Chi inizia ad investire nel trading azionario o su un mercato finanziario, spera naturalmente di ripercorrere le orme di alcuni grandi investitori che hanno largamente caratterizzato le cronache con le loro imprese. Quali sono i migliori broker in assoluto? E qual è il migliore sito sui brokers online forex e cfd? Due domande la cui risposta non può assolutamente prescindere da alcuni nomi.

George Soros, il nemico dell’Italia

Il primo nome da ricordare è senz’altro quello di George Soros, il magnate di cui si parla molto anche nel corso della campagna elettorale italiana, in particolare per i suoi discussi rapporti con Emma Bonino, che a sua volta non ha esitato ad esaltarlo.

Soros è infatti noto nel nostro Paese per essere il broker che mise in ginocchio la lira, nel 1992, costringendo la Banca d’Italia a impegnarsi in una strenua difesa della moneta che però risultò del tutto inutile, portando infine il conto da pagare a ben 48 miliardi di dollari.

Una perdita che però non fu sufficiente per evitare un deprezzamento della lira di quasi un terzo del suo valore e l’uscita dallo SME (Sistema Monetario Europeo). A parziale consolazione degli italiani, va ricordato che stessa sorte toccò in quel lasso di tempo alla sterlina, crollata anch’essa sotto i colpi della speculazione guidata da Soros.

Philip Fisher, il re dell’investimento a lungo termine

Altro nome che è impossibile tenere fuori da questa classifica, è quello di Philip Fisher, considerato da molti il padre dell’investimento sui titoli e noto soprattutto per le sue strategie nel lungo periodo, come quella relativa alla Motorola, di cui acquistò le azioni nel 1955, detenendole sino al suo decesso, avvenuto mezzo secolo più tardi.

Nella sua strategia, un posto fondamentale era naturalmente detenuto dal monitoraggio preciso e puntuale delle aziende su cui puntare, delle quali andava in particolare ad osservare alcuni fondamentali, tra i quali:

  • i margini di profitto, che dovevano naturalmente essere alti;
  • gli investimenti in sviluppo e ricerca;
  • la politica di vendita dei prodotti.

Carl Icahn, gli junk bond come strumento di business

Anche Carl Icahn è molto noto alle cronache e spesso non per le sue gesta sui mercati, che pure sono state molto proficue. Il suo nome è stato infatti spesso accostato all’uso dei famigerati junk bond, i titoli spazzatura, su cui ha fatto leva per finanziare i suoi raid finanziari.

Lavorando spesso in una zona d’ombra, ai confini con l’illegalità, Icahn è riuscito alla fine a mettere da parte oltre tredici miliardi di dollari, entrando a vele spiegate nella classifica di Forbes relativa agli uomini più ricchi del pianeta.

L’impresa che lo ha reso celebre risale al 1985, quando riuscì a definire l’acquisizione della TWA, bypassando il parere negativo dell’intero consiglio di amministrazione della compagnia. Da quel momento, le sue mosse sono state seguite con grande interesse da Wall Street, con un sentimento misto di ammirazione e timore.

Warren Buffet

Una classifica come quella relativa ai migliori broker di sempre non sarebbe veritiera ove non contenesse il nome di Warren Buffet, per molti ammiratori l’oracolo di Omaha, la cui Berkshire Hathaway rappresenta una fonte da cui attingere per l’intero universo finanziario.

Per capire meglio la statura di Buffet basterebbe ricordare come l’avvio della sua carriera è stato sancito dal possesso di 100 dollari che, investimento dopo investimento, hanno portato alla formazione di un capitale calcolato oggi in circa venti miliardi di dollari.

A rendere possibile una storia come quella del finanziere statunitense sono alcune doti che non dovrebbero mai mancare nel bagaglio dell’aspirante broker, ovvero la massima disciplina e la capacità di pazientare ove le azioni su cui si è puntato inizialmente non ingranino come desiderato.

La strategia di Buffet è apparentemente semplice, con puntate su aziende che operino in settori importanti per la vita di ogni giorno, le quali abbiano una ottima liquidità e siano in grado di generare alti rendimenti. Da questa strategia sono sempre stati espulsi i titoli tecnologici.

Peter Lynch, una vera sicurezza

Infine Peter Lynch, il gestore di Fidelity Magellan, con il quale è riuscito a collezionare una crescita degli asset gestiti tale da portarne il valore da 20 milioni a circa 14 miliardi di dollari. Una crescita che ha fatto letteralmente impallidire le performance di S&P 500 per ben undici volte negli ultimi tredici anni.

Come fa Lynch a superare con sconcertante regolarità quello che è considerato il miglior indice a livello globale? La ricetta che è solito applicare ai suoi investimenti prevede in particolare:

  1. di non cercare di anticipare i trend economici;
  2. di investire in settori conosciuti.
    Inoltre è meglio perdere tempo nell’analisi delle aziende su cui si intendono dirottare gli investimenti, piuttosto che andare ad impiegarlo in investimenti a lungo termine.

Dropshipping: come iniziare e scegliere fornitori

Dropshipping: di cosa si tratta

Il dropshipping è un’attività che sta riscuotendo un certo successo negli ultimi anni. Si tratta di un’attività di vendita di prodotti su Internet: è come metter su un negozio vero e proprio.

Le uniche differenze rispetto al commercio tradizionale consistono in due fattori fondamentali:

. tutte le operazioni di pubblicizzazione del prodotto e successiva vendita si svolgono esclusivamente online
. colui che vende non possiede materialmente i prodotti richiesti dai clienti, ma si pone come una sorta di intermediario tra acquirente e produttore o grossista.

Fatte queste premesse, risulta semplice comprendere come – per avere speranza di successo con il dropshipping – risulti di primaria importanza selezionare con molta attenzione le realtà aziendali con le quali collaborare.

Scegliere fornitori che ci garantiscano prezzi convenienti, puntualità nelle consegne e affidabilità è il modo migliore per avere buoni margini di guadagno e per fidelizzare i clienti attraverso un servizio di ottima qualità.

Come iniziare a fare dropshipping

Prima di cominciare a fare dropshipping, è necessario fare una serie di valutazioni. Se il rischio di impresa è abbastanza ridotto, è però vero che in ogni attività imprenditoriale c’è un margine di rischio derivante non solo dalle somme, per quanto possano essere modeste, investite, ma anche dal tempo e dalle energie impiegate nel progetto.

Per avviare con successo un’attività di dropshipping, la soluzione sta nella pianificazione. Occorre prima di tutto occuparsi di:

. stilare un business plan, che ci fornisca un’idea precisa sulle difficoltà e i margini di sviluppo del progetto
. studiare come va svolta questo tipologia di commercio, nonché le leggi che lo regolano
scegliere i fornitori per il dropshipping

Le diverse tipologie di fornitori per il dropshipping

Se abbiamo deciso di partire con la nostra attività e ci chiediamo come selezionare i fornitori per il dropshipping, ecco di seguito alcuni utili suggerimenti.

La cosa migliore, anche se forse è la più faticosa, è scegliere direttamente i produttori che desiderino lavorare anche con il dropshipping. Si eliminerà in questo modo ogni costo di intermediazione e si avrà accesso a una gamma di prodotti più facili da personalizzare e rendere unici per i propri clienti.

Un’alternativa sono i grossisti che hanno merce in magazzino,anche se, in questo caso, con tutta probabilità avremo accesso solo a prodotti più anonimi, per la vendita dei quali dovremo affrontare una maggior concorrenza.

La soluzione probabilmente più semplice, almeno all’inizio, è quella di ricorrere agli intermediari. Questi possono lavorare solo sul territorio italiano, o anche a livello internazionale. Con loro le procedure di acquisizione dei prodotti sono più semplici. Lo svantaggio è però rappresentato dal fatto che si debba pagare un costo di intermediazione.

Soluzioni per il dropshipping

Ora che abbiamo visto come iniziare a fare dropshipping, occorre anche sottolineare come la selezione dei fornitori sia uno degli aspetti fondamentali, ma non certo il solo. Come ogni attività commerciale che si rispetti, per avere successo serve un lavoro serio.

Risulterà prima di tutto indispensabile investire delle risorse in una campagna di marketing efficace. I professionisti che si dedicano al dropshipping sono numerosi e la concorrenza è quanto mai agguerrita.

Per emergere, serve far sapere che ci siamo. Farsi conoscere è fondamentale. Solo così potremo sperare di attrarre clientela. Non è necessario spendere dei capitali in attività promozionali. Internet, in questo senso, è un campo pieno di opportunità interessanti: i social network e i nuovi programmi per la chat possono rivelarsi molto utili per raggiungere un numero elevato di persone spendendo delle cifre davvero modiche.

Poi, una volta che abbiamo attratto clientela, questa deve essere opportunamente fidelizzata. Il modo migliore per riuscirci è offrire un servizio di qualità. Consegnare prodotti integri e in grado di rispettare quanto promesso nella fase di vendita, far sì che la merce venga spedita nei tempi stabiliti e regolarmente consegnata: tutto questo è di primaria importanza per soddisfare il cliente e far sì che torni a comprare con noi.

Come ogni attività professionale, il dropshipping richiede dedizione, lavoro, studio e impegno continui, ma si tratta anche di un sistema che può rivelarsi assai soddisfacente dal punto di vista economico, soprattutto una volta che si è superato la fase di lancio, quella più complessa.

Come prevedere i movimento della borsa valori 2018?

Se si conoscesse un metodo sicuro per sapere in anticipo l’andamento della borsa italiana e internazionale, allora si potrebbe investire senza nessuna incertezza. Infatti, è risaputo che gli investimenti comportano un certo margine di rischio. La borsa subisce cambiamenti continui che dipendono da determinati fattori ed è quindi impossibile indovinare l’esito dei propri movimenti.

Le azioni sono vendute e acquistate nel giro di pochi minuti, è complicato perciò sapere prima quello che accadrà dopo. Esistono però dei sistemi per prevedere i movimenti della borsa valori, tramite l’utilizzo di particolari tecniche con cui si riesce a comprendere qualcosa.

Stabilire un piano d’azione

Se si vuole operare in borsa è importante prefissare un metodo da seguire e impiegare l’analisi tecnica per capire l’evolversi della situazione e sapere così quali siano le mosse giuste da fare.

Nonostante questa procedura possa sembrare complessa, essa in realtà è un sistema accessibile a chiunque desideri essere attivo in questo campo. Gli investitori infatti possono servirsene tramite appositi strumenti messi a disposizione per loro dalle piattaforme di trading online.

Tuttavia, ciò non vuol dire che si possa agire con estrema facilità. Invece, bisogna comprendere che nel settore degli investimenti non si puo’ mai avere la certezza assoluta dei movimenti né dei guadagni, che dipendono proprio da come si è agito.

Le previsioni possono mutare anche nell’arco di poche ore, in base a ciò che accade nel mondo, passando da un valore negativo ad uno positivo o viceversa. Appare necessario dunque, essere informati e possedere una certa esperienza.

Inoltre, è utile avere una visione completa dei movimenti della borsa da un determinato lasso di tempo, non inferiore a due anni, fino ai giorni nostri. Infatti, per comprendere gli andamenti futuri è necessario sapere in che fase ci si trovi.

Importanza dei massimi e dei minimi

Le azioni possiedono un valore vero, detto equo, ma il prezzo che la gente è disposta a pagare pur di ottenerle puo’ essere diverso da tale valore. Ciò dipenderebbe da una previsioni delle borse valori future, entusiasmo del momento o altro. Questo costo però, con il passare del tempo, tende a tornare al suo valore equo.

Tutte le azioni si muovono intorno a tale valore, stessa cosa accade anche per l’indice di borsa, che è la somma di tutte le azioni. Queste ultime possono subire oscillazioni molto ampie la cui previsione è complessa, a differenza invece dell’indice che è più stabile. Perciò, per limitare i rischi si acquistano più titoli nello stesso momento.

Un sistema intelligente è quello di comprare azioni quando esse hanno un prezzo più basso rispetto al valore equo, cioè quando si è nel lasso di tempo denominato minimo ciclo e di rivenderle poi quando il loro costo sarà più elevato, cioè durante la fase chiamata massimo ciclo.

Un buon metodo per prevedere i movimenti della borsa valori è proprio quello di stabilire tali massimi e minimi. Generalmente sono quattro le oscillazioni di lungo periodo, dette appunto cicli, che sono di:

  • quattro-cinque anni,
  • dieci anni,
  • venti anni,
  • cinquant’anni.

I massimi e i minimi più importanti si verificano ogni quattro-cinque anni. Se si è in grado di individuare un massimo si puo’ stabilire in anticipo quando si verificherà il prossimo e la stessa cosa accade anche con un minimo.

Se si vuole sapere se il mercato è intorno a un minimo di lungo periodo vi sono dei segnali per capirlo, ad esempio: i prezzi che oscillano sugli stessi valori per lunghi periodi (sei-dodici mesi per un ciclo di cinque anni), gli scambi in borsa che si mantengono bassi (indipendentemente dai prezzi che salgano o scendono), le notizie finanziarie negative provenienti dai telegiornali.

Anche nel caso in cui il mercato sia intorno a un massimo di lungo periodo, i prezzi si muovono sempre sugli stessi valori per un lungo lasso di tempo. Però in questa circostanza, gli scambi sono alti, le informazioni provenienti dai notiziari sono positive e gli esperti invogliano ad acquistare azioni.

Un metodo grafico non adatto in certi casi

Capire come determinare il valore di un’azione, significa sapere quale potrebbe essere il momento migliore per vendere o per acquistare. A questo scopo puo’ essere d’aiuto un metodo grafico, che funziona però solo con aziende presenti sul mercato da molti anni e che non hanno più una grande crescita, come Parmalat, ENI, Pirelli e altre. Purtroppo, lo stesso sistema non si puo’ applicare con aziende giovani.

Quando si fanno previsioni sui movimenti della borsa, è necessario ricordare che se in un particolare momento, un’azione è sottovalutata o sopravvalutata, non significa che essa debba per forza salire o scendere. Inoltre, non bisogna lasciarsi impressionare dalla possibilità di facili guadagni, ma si deve procedere con prudenza, riflettendo profondamente su ogni singolo passo da fare.

Fonte https://www.anee.it/

Recessione, Italia in vendita agli investitori cinesi

Luca Soliman e Clotilde Narzisi hanno gestito per 10 anni il Caffè Orefici a pochi passi dal Duomo. A causa delle tasse e di una situazione economica italiana sempre più critica, hanno affermato che ora la loro unica speranza è trovare investitori cinesi disposti ad acquistare.

“Sono le uniche persone che stanno acquistando. Vogliamo vendere la nostra attività a causa delle troppe tasse “.

Narzisi ha poi continuato:

“Lavoriamo 8 ore al giorno per lo Stato e un’ora per noi”.

Questo è solo uno dei molti casi che si registrano in Italia, ed il fenomeno è così ampio e diffuso che è nato un sito per chi è in cerca di investitori cinesi, vendereaicinesi.it.

L’idea è nata da Simone Toppino, il fratello Andrea e Alessandro Zhou.

“Vendereaicinesi.it nasce dal momento in cui abbiamo realizzato che non esisteva un sito che riuscisse a mettere in contatto italiani e cinesi”.

italia cina investimenti

Continua Toppino:

“Con 8 mila aziende fallite solo nella prima metà del 2014 ed un tasso di disoccupazione sempre più crescente, è difficile per gli italiani ottenere nuovi finanziamenti o investire in nuove attività. Per i 321 mila cinesi che attualmente vivono in Italia è più facile visto che possono contare sia su un’importante rete familiare sia sulle banche per ottenere finanziamenti”.

Il problema non riguarda solo le piccole attività ma anche le grandi aziende che sono sempre più all’affannosa ricerca di investitori asiatici che possano dare maggior respiro alle loro attività.

L’Italia è il paese europeo, dopo l’Inghilterra, in cui i cinesi investono di più. Secondo Bloomberg nel 2014 sono stati ben 3,43 miliardi di dollari gli investimenti nel bel paese provenienti da Pechino.

Lo stesso Governo italiano, con la visita a Pechino nel mese di giugno 2016 del Premier Matteo Renzi, è alla ricerca di investitori per le compagnie italiane. Esattamente come hanno fatto Grecia e Portogallo.

Il Premier cinese Li Keqiang, in visita nel vecchio continente che si è conclusa il 16 ottobre con l’incontro di Milano, ha affermato che

Fonte dell’articolo: www.anee.it/finanza/

“il rapporto tra Italia e Cina sta entrando in una nuova era che porterà benefici ad entrambi i Paesi”.

Come scegliere un orologio da uomo?

Come si misurano i momenti importanti nella vita di un uomo?

La velocità della vita moderna sembra averci fatto acquistare una nuova prospettiva sull’importanza del tempo: i pensieri che si accavallano, le scadenze lavorative, il tempo che trascorriamo nel traffico sono costanti nella vita di ognuno.
È per questo che l’orologio, ora più che mai, è veramente un must-have: l’esigenza di tenere il tempo sotto controllo, però, non è prioritaria rispetto alla necessità di conciliare l’utilità di questo accessorio con lo stile in cui ci riconosciamo e, soprattutto, con il contesto in cui operiamo. Di qui la domanda: come si sceglie un orologio da uomo?

L’imbarazzo della scelta

È quasi impossibile classificare gli orologi, date le numerose caratteristiche che distinguono ogni modello:
– il quadrante, che può essere rotondo, quadrato, poligonale;
– lo spessore e le dimensioni, piatto, ricurvo, ampio;
– il quadro essenziale, con o senza numeri, con caratteri romani, con cronometro, ecc. ;
– il meccanismo tradizionale oppure digitale;
– il cinturino in pelle, in metallo, in gomma o in caucciù, con una moltitudine di forme e colori.
Per scegliere l’orologio giusto, è essenziale che teniate a mente alcune variabili fondamentali: 1) i vostri gusti personali; 2) il look cui abbinare l’orologio; 3) il contesto giusto in cui indossare l’orologio.

Partite dai vostri gusti

Che sia per un regalo che fate ad un parente o ad un amico, o a voi stessi, la varietà dei modelli può sembrare uno scoglio insormontabile quando si tratta di scegliere l’orologio da uomo più adatto.
Per un oggetto così personale, e che deve rispecchiare più di ogni altra cosa lo spirito e il carattere dell’uomo che lo indossa, è sicuramente consigliato conoscere lo stile e i gusti del fortunato beneficiario.
Se si tratta di un regalo, tuttavia, non preoccupatevi esclusivamente dei gusti altrui, ma muovetevi anche in base ai vostri: sicuramente, una scelta che rispecchia voi stessi sarà gradita alla persona cara, soprattutto qualora vogliate proporle un radicale cambio di stile!

Scegliere l’orologio in base al vostro abbigliamento

Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è il look con cui si intende sfoggiare l’orologio.
Se il vostro guardaroba è di tendenza, la scelta dell’orologio non potrà che cadere su modelli originali, con cinturini in gomma o in fibre artificiali, e perchè no, dai colori accesi: a seconda di quanto vi riteniate estrosi un orologio giusto può essere determinante per esprimere al meglio il vostro carattere.
Se cercate qualcosa da abbinare ad un abbigliamento basic, invece, potreste preferire un orologio dal cinturino metallico, dal quadrante non troppo pronunciato, perfetto per amalgamarsi con la comodità e la praticità di un outfit casual o da ufficio.
In ogni caso, è importante non dimenticare la comodità: l’orologio deve essere adatto per dimensioni al vostro polso, il cinturino non deve essere d’ostacolo alla libertà dei vostri movimenti. Solo così proverete la naturalezza e soddisfazione di indossare l’orologio giusto!

Decidete a seconda delle esigenze

Oltre ad essere specchio di voi stessi, l’orologio deve sottolineare la vostra capacità di saper riconoscere l’importanza del contesto.
Per l’impiego quotidiano o per un’uscita informale tra amici, non dovete per forza scegliere orologi classici ed eleganti: avrete la possibilità di sfoggiare modelli per tutti i gusti, con cinturino in acciaio o in caucciù, avendo libertà di poter osare anche su forme e dimensioni.
Per l’uomo sportivo c’è davvero l’imbarazzo della scelta: esistono orologi che consentono di misurare il tempo, la profondità o la velocità; alcuni modelli includono una bussola per orientarvi durante il trekking; molto consigliato l’orologio da immersione se praticate sport acquatici o se non intendete separarvi dal vostro prezioso orologio anche al mare. Non dimenticate, però, che l’orologio sportivo è perfetto anche per le occasioni informali!
Se siete ad un evento mondano, abbinate il colore del cinturino in pelle a quello delle vostre scarpe e, soprattutto, non indossate modelli dal quadrante troppo spesso o dalle forme troppo pronunciate: stonerebbe con l’occasione e svilirebbe il gusto del vostro abito.
Per il lavoro, o se vestite in abito formale, il quadrante piatto è decisamente consigliato: se il cinturino è in pelle, abbiate cura di abbinarlo ai colori del vostro abito; se avete scelto un modello in metallo prezioso, prediligete gemelli che ne richiamino l’aspetto.

Se siete ancora in dubbio…

La tradizione degli orologi Hamilton uomo, casa statunitense ormai riconosciuta universalmente per il suo brand, interpreta le esigenze di praticità ed eleganza dell’uomo moderno, offrendo modelli di lusso che vi consentono di scegliere l’orologio adatto più al vostro gusto e alle vostre esigenze.
Il prezioso e al contempo essenziale orologio in quadrante rotondo, piatto, con numeri romani e cinturino in pelle è sicuramente tra i modelli che meglio si prestano ad occasioni formali, essendo destinato all’uomo che veste con stile ed eleganza nel proprio abito da cerimonia.
I modelli sportivi con cronografo e datario, con cinturino in tessuto e con impermeabilità fino a 50 metri sono, invece, la scelta giusta per l’uomo che non rinuncia all’eleganza anche mentre pratica il proprio sport preferito.
Per il lavoro o per le occasioni di tutti i giorni, Hamilton offre un ampio catalogo di modelli con cinturino in acciaio o in pelle, le cui forme e dimensioni si adatteranno perfettamente al vostro stile e ai vostri bisogni.

Il miglior caricabatterie wireless per iPhone X e iPhone 8

 Tuttavia, è necessario pagare soldi extra per sperimentare questi due stili di ricarica ad alta tecnologia. Apple potrebbe essere scansionata e afferma che pagheresti per qualsiasi prodotto Apple. Ma c’è una triste storia. Il pad di ricarica wireless di Apple, AirPower, non è ancora disponibile in commercio. Seguendo i consigli del blog qui di seguito, di seguito abbiamo selezionato i migliori caricatori wireless per iPhone.

Migliori caricabatterie wireless per iPhone X e iPhone 8

1. Seneo Fast Wireless Charging Pad Stand

Le modalità di carica rapida del caricabatterie wireless Seneo supportano solo Samsung Galaxy Note 8, S8, S8 Plus, S7, S7 Edge, S6 Edge Plus, Nota 5. iPhone 8 e iPhone X possono essere caricati solo in modalità di carica standard. Per iPhone X, 8 e 8 Plus, il caricabatterie wireless qi manterrà il tuo telefono completamente carico. Con il cavo micro USB Seneo fast e l’adattatore QC 2.0 o superiore (non incluso), il nostro caricabatterie wireless caricherà 1,4 volte più velocemente del supporto di ricarica wireless STANDARD. Il supporto verticale consente di rispondere facilmente a e-mail, messaggi di testo, ricevere chiamate e cos’altro potrebbe essere necessario per essere nel telefono mentre il telefono è in carica sul supporto di ricarica wireless.

 

2. Yootech Wireless Charging Pad

Compatibile con qualsiasi dispositivo abilitato QI. Sono necessarie 3-4 ore per una ricarica completa a velocità di ricarica wireless standard. Un adattatore 2A / adattatore QC 2.0 (NON INCLUSO) o adattatori e cavi originali possono aiutarti a ottenere i migliori risultati del caricabatterie wireless. Un cavo Micro USB da 3,3 m rende la ricarica più libera. Il caricatore wireless Yootech funziona con molti tipi di custodie come custodia rigida, custodia in gomma, custodia ibrida, custodie in plastica / TPU / PC e così via. (Escluso il caso MAGNETIC METALPLATE, luci fastidiose.

3. CHOETECH Qi Certified T511 Wireless Charging Pad

Il pad del caricabatterie wireless funziona con dispositivi adatti allo standard QI come iPhone X, iPhone 8 e 8 Plus. Non adatto per Apple Watch e incompatibile con la custodia per batteria di Mophie. Lo spessore di 0,3 pollici offre un aspetto moderno e di qualità superiore, rendendolo semplice e alla moda. Lo smart chip integrato all’interno del pad di ricarica wireless da surriscaldamento, sovratensione e cortocircuito.

4. Anker Wireless Charging Pad

Il controllo della temperatura si attiva a 107 ° Fahrenheit per proteggere il dispositivo. La modalità di inattività a risparmio energetico non sovraccarica la batteria o spreca energia. L’uso durante la ricarica o il disallineamento dei dispositivi può causare temperature più elevate. Wireless PowerPort Carica senza fili per il nostro mondo grab-and-go. Potrebbe essere necessario rimuovere i casi protettivi prima di caricarli. Caricabatterie non compatibile con Google Nexus 5X, Nexus 6P e Moto 360.

5. PLESON QI Fast Wireless Charging Pad

Il caricabatterie per telefono wireless più cool (con una presa Micro USB). Goditi una ricarica 1,4 volte più veloce e risparmia tempo prezioso ed energia! Custodia in plastica, custodia in gomma, custodia in gomma, custodia in gomma, custodia in plastica / custodia per PC e così via. Il tuo iPhone X o 8 si caricherà a velocità di ricarica wireless standard. Il supporto wireless, oltre al design compatto e al tappetino antiscivolo, è il suo ruolo multifunzionale. Carica il tuo cellulare sia in orizzontale che in verticale. Grazie alle funzioni integrate di sovratensione, sottotensione, controllo della temperatura, protezione contro le sovratensioni e prevenzione dei cortocircuiti, garantiamo la massima sicurezza per il tuo smartphone. Sleep-friendly, dimentica i fili aggrovigliati, i suoni dei beep e le fastidiose luci e investi in questo moderno caricatore per telefoni cellulari!

Aprire un attività di rigenerazione cartucce e toner

Se siete stanchi di lavorare come dipendenti e avete intenzione di dare una svolta alla vostra vita, potreste cominciare a pensare di aprire una partita iva e lavorare autonomamente. Un’attività di rigenerazione cartucce e toner per stampanti potrebbe essere una buona idea dato che richiede un investimento iniziale ridotto e vi da la possibilità di offrire un prodotto con alte potenzialità di vendita.

Mentre per maggiori dettagli su cartucce e stampanti puoi visionare www.tonercartuccestampanti.it

L’attività

La rigenerazione di cartucce e toner consiste nel reinchiostrare le cartucce in modo da renderle nuovamente funzionanti. Ovviamente il prezzo di vendita sarà inferiore a quello di un prodotto nuovo ma avrete il vantaggio di proporre degli oggetti che garantiscano le stesse prestazioni.

La richiesta del prodotto

Tutti coloro che possiedono una stampante sanno benissimo che ogni qualvolta finisce l’inchiostro nelle cartucce, vanno cambiate altrimenti non sarà più possibile stampare. Ecco, che molte persone preferiranno farsi ricaricare la propria cartuccia al posto di acquistarne una nuova, praticamente spendendo la metà. Stessa identica cosa per studi e uffici, dove la richiesta di cartucce e toner aumenta considerevolmente.

I macchinari e le attrezzature

Per quanto riguarda il lavoro di ricarica delle cartucce, avrete bisogno di determinati macchinari che acquisterete con l’investimento iniziale o potrete richiederli in comodato d’uso. Oltre ciò, non avrete bisogni di particolari attrezzi aggiuntivi se non un bancone e un registratore di cassa.

Rigenerazione delle cartucce

Rigenerare una cartuccia, di per sè, non è un’operazione complessa ma si necessita di pazienza e attenzione. Il lavoro consisterà nell’aprire la cartuccia con un apposito giravite, prestando particolare attenzione a non far uscire il nastro dai suoi binari, e ricaricarla con dell’inchiostro mediante l’uso di una siringa in modo da ricaricare il tampone interno. Una volta fatto ciò bisognerà richiudere la cartuccia e controllare il corretto funzionamento. Ricordatevi che il nastro deve effettuare un mezzo giro intorno al tampone altrimenti l’inchiostro non verrà assorbito bene.

Rigenerazione dei toner

Un pò più complessa la rigenerazione del toner. In questo caso infatti avrete bisogno di determinati attrezzi come un saldatore a stagno che vi servirà per dissardare e installare un nuovo fusibile sul toner e procedere così alla rigenerazione vera e propria che consiste nello svuotare il serbatoio del toner e ricaricarlo con l’inchiostro.

Il negozio

Il locale dove svolgere l’attività deve essere diviso in due parti, una dove svolgere il lavoro e una dove accogliere i clienti. Non c’è bisogno di dipendenti e potrete svolgere il vostro lavoro in autonomia, inoltre non avrete bisogno di ampi spazi ma vi basterà la metratura giusta che vi permetta di svolgere il lavoro. Ovviamente seguire dei corsi appositi e studiare i vari macchinari per comprenderne il funzionamento vi aiuterà a lavorare meglio e risultare più professionali.

La burocrazia

Per avviare l’attività e cominciare a lavorare nel vostro nuovo negozio, avrete bisogno solo di registrare l’attività e, per vostra fortuna, in questo settore non necessiterete di ulteriori particolari permessi o attestati.
Basta iscrivere l’attività al registro delle imprese presso la Camera di Commercio della vostra provincia e sarete pronti. Per tutta la parte fiscale se ne occuperà il vostro commercialista e voi vi occuperete solo di pagare il canone annuo di iscrizione al registro delle imprese.

Le attività alternative

Questa è un’attività che, se gestita bene, può fruttarvi degli ottimi guadagni. Se volete aumentare il numero di clienti e dare più visibilità al negozio potrete puntare sull’e-commerce. Aprire un sito web della tua attività e dare la possibilità a chiunque si trovi in qualsiasi parte del mondo di comprare al tuo negozio, non può che aumentare le vendite e darti un ulteriore possibilità di crescita.

L’investimento e il Franchising

Arrivati a questo punto, se siete intenzionati ad aprire un’attività di rigenerazione cartucce e toner, potrete farlo con un investimento iniziale di 10.000-15.000 euro in modo da affiliarvi ad un marchio già affermato ed aumentare le prospettive di guadagno puntando sull’esperienza dell’azienda madre. Tutto ciò con un franchising che vi fornirà tutte le attrezzature necessarie per l’attività, l’arredamento in linea con lo stile del marchio e vi permetterà di guadagnare con delle royalty.

Se volete partire da zero a affermarvi nel settore senza fretta ma solo grazie ad un vostro impegno costante nel tempo, potrete iniziare l’attività come indicato precedentemente nel paragrafo “La burocrazia” e con un investimento iniziale, forse più basso di 10.000 euro, destinato all’acquisto di macchinari, affitto del locale e quant’altro.

Perché esistono le stagioni?

Può capitare di saper dare risposte davvero molto erudite a domande complesse e nel contempo cadere su quelle più semplici. Una tra le domande che spesso i bambini possono fare (ma anche alcuni adulti) riguarda il perché esistano le stagioni. Non quante siano, non quale sia l’ordine o la data in cui arrivano, ma perché arrivano.

Il motivo principale è legato di certo all’orbitare della terra intorno al sole che attraverso il moto di rivoluzione, compie un giro completo. Tuttavia, l’alternanza delle stagioni è il frutto di un particolare aspetto del nostro pianeta: l’inclinazione del suo asse.

Il pianeta terra descrive sì, un’orbita ellittica, ma con l’asse inclinato di 23 gradi. E sono proprio quei 23 gradi a determinare il cambiamento delle stagioni, cambiando l’angolo di incidenza dei raggi solari che arrivano sulla superficie terreste. Durante l’inverno, quindi, i raggi solari toccano la superficie con un’inclinazione maggiore rispetto all’orizzonte, determinando perciò un minore irraggiamento, con atmosfera e superficie che acquisiscono meno calore, facendo diventare tutto l’emisfero più freddo.

Se invece in quell’emisfero è estate, i raggi arrivano sulla superficie in maniera quasi perpendicolare rispetto all’orizzonte e perciò sia l’atmosfera che il terreno assorbono più calore, determinando quindi un consistente aumento di temperatura. L’effetto delle stagioni è ovviamente sempre più visibile arrivando verso i poli, poiché, a causa proprio della diversa inclinazione della terra rispetto ai raggi solari, le condizioni di irraggiamento e la differenza di calore assorbito, cambiano drasticamente al mutare della latitudine.

Ovviamente il ciclo delle stagioni di un emisfero è opposto a quello dell’altro: se nell’emisfero boreale sarà autunno, in quello astrale ci sarà la primavera, così come se sarà estate in quello australe, nel boreale sarà inverno.

La precisa inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita ellittica è di 23°27′. Ma ammettiamo per un attimo che invece l’asse sia perpendicolare all’orbita. Cosa succederebbe?

Semplicemente non esisterebbero le stagioni astronomiche così come le conosciamo. 
Questo perché l’esposizione alla luce e al calore in una certa zona del pianeta sarebbe identica durante tutto l’anno. 

I poli sarebbero perennemente freddi con il sole sempre sulla linea dell’orizzonte, mentre l’equatore, con la stella sempre allo zenit riceverebbe il massimo grado di irraggiamento. I tropici, ovvero le latitudini più vicine all’equatore in cui il sole può arrivare allo zenit e i circoli polari ossia le latitudini più vicine ai poli in cui permane almeno un giorno senza luce, non esisterebbero affatto.

Le condizioni climatiche verrebbero determinate solo dalla latitudine e non dal periodo dell’anno e la notte e il giorno avrebbero uguale durata in qualsiasi punto del globo terrestre, eliminando perciò i solstizi, che verrebbero soppiantati da un perpetuo equinozio, fatta eccezione per i due poli. Le potenziali variazioni climatiche sarebbero il frutto degli spostamenti delle masse d’aria dalle regioni a diversa temperatura ma non si potrebbe affatto chiamarle stagioni meteorologiche.

Perciò, è grazie all’inclinazione dell’asse terrestre se nel giorno del solstizio d’estate, l’emisfero boreale percepisce il massimo del calore solare mentre quello australe ne riceve il minimo, determinando, nello stesso giorno il solstizio d’inverno.

C’è da dire però che di solito i solstizi non rappresentano affatto il grado minimo e massimo di irraggiamento solare, poiché la grande massa d’acqua presente sulla terra agisce con intento termoregolatore che riscalda o raffredda più lentamente il pianeta in virtù dell’altissima capacità termica rappresentata dal mare che dimora su oltre il 70% della superficie terrestre.

Prima però abbiamo accennato a un’importante caratteristica dell’orbita terrestre. Essa non è circolare, bensì ellittica con il sole in uno dei suoi fuochi.
Perciò, durante l’anno, il pianeta passa dal perielio (la distanza minima che intercorre tra la terra e il sole) all’afelio (la distanza massima tra la terra e il sole).

Nell’inverno boreale (estate australe quindi) il perielio viene raggiunto circa all’inizio di gennaio, mentre l’afelio accade in concomitanza con l’inverno australe (estate boreale) agli inizi di luglio.

Ci sarebbe da dire di certo molto altro, potremmo ad esempio parlare dei cicli di Milanković e di come questi abbiano effetti collettivi sul clima, dipendenti dalle variazioni dei movimenti della Terra ma entreremmo in un argomento decisamente più complesso. Tuttavia, almeno alla domanda iniziale dovreste a questo punto saper rispondere con molta tranquillità e dimostrando delle conoscenze astronomiche e scientifiche molto dettagliate in tema di stagioni!

Per maggiori dettagli su altre risposte scientifiche puoi andare sul blog dei perché Interrogati

Concorsi posti di lavoro Inps come candidarsi? 2018

Il reclutamento sarà eseguito a livello nazionale, per coprire la mancanza di personale nelle varie sedi territoriali dell’Inps.

Oltre a questa buona notizia ne arriva anche un’altra, questa volta dai Ministeri. Molti enti hanno avviato le procedure necessarie per allargare i posti disponibili, che secondo le stime potrebbero superare le mille unità.

Le persone saranno assunte come analista dei processi consulente professionale, direttamente come dipendenti dell’Inps e inquadrati nell’area C, all’interno della posizione economica C1. Vediamo allora come fare per candidarsi e partecipare al concorso pubblico dell’Inps.

I requisiti per il concorso Inps 2017-2018

La lingua inglese

Il bando ufficiale per il nuovo concorso pubblico indetto dall’Inps non è ancora uscito, comunque in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale possiamo prendere in esame le informazioni presenti sul sito ufficiale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Molti dei requisiti presenti sono in linea con quanto annunciato poco tempo fa dal presidente dell’Inps Tito Boeri.

Le prima abilità riguarderanno la lingua inglese, un requisito sempre più richiesto e ormai indispensabile per qualsiasi posizione, comprese quelle nel settore pubblico. In particolare per partecipare a questo concorso sarà richiesto il certificato B2 del Quadro Comune Europeo, aspetto che sta suscitando non poche polemiche.

Il certificato B2 di inglese è un documento piuttosto caro, il cui costo parte dai 240€ in su. Si tratta di una certificazione internazionale che attesta un livello intermedio nella lingua inglese, rilasciata soltanto dalle scuole abilitate presso il MIUR, come specificato dal decreto n118 del 28/02/2017.

Tra gli esami riconosciuti dall’Inps per partecipare al concorso ci sono:

  • Business English Certificate Vantag
  • First Certificate in English
  • International English Language Testing System 5.5 e 6.5
  • International Legal English Certificate Pass
  • Trinity College ISE II
  • GESE 7
  • GESE 8
  • GESE 9
  • Pearson JETSET Level 5

La presentazione della certificazione della conoscenza della inglese avverrà tramite autodichiarazione. Basterà aver superato la prova e specificare il documento ottenuto nella domanda di ammissione al concorso.

Titoli di studio e altri requisiti

Per partecipare al concorso, e cercare di ottenere uno dei 365 posti da funzionario, sarà necessario aver conseguito un titolo di studio di livello universitario. Nello specifico è richiesta una laurea magistrale in uno dei seguenti indirizzi:

  • Scienze economiche
  • Ingegneria gestionale
  • Giurisprudenza
  • Scienze di amministrazione
  • Scienze economico-aziendali

Oltre alla laurea sarà necessario essere maggiorenni, non avere condanne passate in giudicato, possedere la cittadinanza italiana, quella europea oppure un regolare permesso di soggiorno, aver svolto gli obblighi di leva, essere in regola con i propri doveri politici e risultare fisicamente idonei al lavoro.

Come candidarsi al concorso Inps

Per inviare la propria richiesta di partecipazione al concorso pubblico indetto dall’Inps sarà necessario aspettare la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, operazione che dovrebbe avvenire a breve, secondo quanto riportato dai funzionari dell’Istituto e dal presidente Boeri stesso.

Di certo si sa che dal momento dell’avvenuta pubblicazione si avranno a disposizione 30 giorni di tempo, entro i quali si dovrà inviare la propria candidatura utilizzando esclusivamente i canali telematici dell’Inps. I servizi disposti dall’Istituto di previdenza sociale sono il codice PIN personale e il sistema SPID, il PIN unico per comunicare e accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Una volta iscritti sarà necessario stampare il proprio modulo di candidatura, leggere attentamente il documento, firmarlo in tutte le sue parti e presentarlo alla commissione esaminatrice il giorno prescelto per lo svolgimento della prova, insieme a un documento d’identità, continuiamo a vedere come candidarsi al concorso pubblico inps 2018.

Le modalità delle prove

Lo svolgimento del concorso sarà diviso in tre prove, due scritte e una orale. La prima prova scritta consisterà in una serie di questioni a risposta multipla, che serviranno a valutare le competenze in ambito logico, sulla cultura generale e nella conoscenza della lingua.

La seconda prova scritta invece sarà di valutazione delle competenze tecniche dei candidati. Le domande riguarderanno alcuni ambiti precisi, tra cui:

  • diritto civile
  • matematica
  • analisi economica
  • contabilità pubblica
  • gestione aziendale
  • diritto penale
  • amministrazione e diritto costituzionale
  • finanza e lavoro

Infine tutti i candidati che avranno ottenuto un punteggio negli scritti di almeno 21 su 30, in entrambe le prove, potranno accedere alla prova orale. Gli argomenti saranno sempre gli stessi delle prove scritte, come il punteggio dell’orale. Le graduatorie finali saranno realizzate in base ai risultati delle prove, ai quali saranno aggiunti i punteggi ottenuti dalle competenze professionali del proprio curriculum.

Ultimi aggiornamenti Seo di Google 2016/2017

Il resyling dell’algoritmo Google

Nell’ultimo anno Google si è impegnato a fondo nell’aggiornare i propri algoritmi, affinché l’utilizzo del motore di ricerca riesca a soddisfare pienamente le aspettative sempre crescenti dell’utente.

I restyling degli algoritmi di ricerca è un argomento di particolare interesse per gli esperti SEO (Search Engine Optimization). Per questi professionisti del web, infatti, è di vitale importanza conoscere i principi di un motore di ricerca perché, in base ad essi, adattano il proprio linguaggio e le proprie tecniche in modo da indicizzare un determinato sito e renderlo così il più possibile visibile.

Considerati da una parte l’ascesa vertiginosa dell’uso dei motori di ricerca e dall’altra l’esapansione fiorente dell’e-commerce diventa fondamentale che il sito della propria attività si possa trovare facilmente attraverso una ricerca.

Dall’algoritmo dipende proprio l’indice di semplicità con cui un sito appare dopo una ricerca eseguita da Google, il motore in assoluto più utilizzato al mondo.

Per maggiori informazioni su come creare un sito e posizionarlo puoi visionare la web agency ad Alessandria: https://web2oltre.it/

Con Pestum la ricerca diventa mobile

Attraverso l’implementazione dell’algoritmo Pestum il caricamento delle pagine Internet su dispositivi mobili è diventato molto più veloce.

Da qui si è innescata una vera e propria rivoluzione di come si fa ricerca; ora non è più necessario utilizzare un computer, basta uno smartphone per trovare ciò che si sta cercando, con la stessa comodità e praticità.

In questo modo diventa ormai indispensabili che i siti abbiano una versione per il mobile, “snella” che si carichi velocemente.

Se si effettua la ricerca di un ristorante dal proprio smartphone il risultato metterà in evidenza i ristoranti presenti nella zona in cui ci i trova.

Ll’ottica di questa nuova filosofia SEO incide sulla ricerca stessa che diventa sempre più locale e nessun luogo potrà essere considerato “periferia”.

Questo processo ha preso il via già dal 1 settembre 2016 quando l’aggiornamento Possum ha avuto una ripercussione sul rank SEO locale.

Si pò, pertanto, asserire che si stia verificando uno spostamento verso il segmento mobile e una conseguente differenziazione tra le ricerche fatte da casa con il computer e quelle fatte utilizzando lo smartphone.

L’implementazione degli algoritmi a favore del locale permettono in sede di ottimizzazione l’utilizzo di parole chiaveancora più idonee per la ricerca locale.

Cambiamenti “visibili”

Gli aggiornamento dei algoritmi hanno apportato modifiche sostanziali anche a livello di presentazione visiva dei risultati della ricerca.

A partire dall’aggiornamento ADWords del febbraio 2016 sono stati rimossi tutti gli annunci della colonna di destra e vengono visualizzati al massimo 4 annunci prima dei 10 risultati organici.

L’altra novità riguarda le ricerche correlate: Google, a fondo pagina, mette a disposizione una serie di ricerche correlate che diventano una risorsa preziosa per l’utente che non sia rimasto soddisfatto della ricerca effettuata con quelle parole chiave.

Il SERP è cambiato con il posizionamento centrale degli annunci a pagamento, seguiti dalle pagine My Business.

Per gli esperti SEO le stringhe lunghe di ricerca sono diventate una ghiotta opportunità. RankBrain è l’algoritmo in grado di elaborare chiavi di ricerca all’interno di una ricerca semantica, perciò si apre la frontiera delle query a coda lunga.

webmaster devono sempre più studiare i siti immaginando di essere degli utenti, infatti gli algoritmi sono ideati per rendere la ricerca un’esprienza positiva alla quale diventi difficile – se non impossibile – rinunciare.

Penguim penalizza la spam

Google ha trovato anche il modo di penalizzare i siti che contengono spam. Grazie a Penguim 4.0, lanciato dal colosso mondiale dei servizi online nel settembre del 2016, i siti spam vengono catturati in tempo reale ed etichettati “spam” con il conseguente svalutazione del loro rank.

Gli esperti SEO consigliano di inserire nei testi siti di qualità piuttosto che rimpinguarli di parole chiave che risultano ridondanti anche per l’algoritmo di ricerca.

Penguim è orientato a premiare informazioni rilevanti e a penalizzare tutti quegli spazi web che non presentano uno studio attento dei contenuti.

Questo aggiornamento ha sicuramente il vantaggio di costringere i webmaster a migliorare la parte testuale dei siti e, per effetto domino, gli utenti avranno a disposizione pagine web con argomenti di qualità.

In fondo una delle maggiori critiche mosse dai detrattori di Internet è proprio quella di presentare contenuti scadenti anche a livello grammaticale. Forse con Penguim avrà inizio il riscatto culturale della rete.

Keyword ed immagini che guardano il futuro

Gli aggiramenti degli algoritmi Google non si fanno mai cogliere impreparati perché, in un certo senso, sono essi stessi a dettare le regole del futuro.

Secondo recenti statistiche una ricerca su cinque è vocale, per questo motivo è necessario introdurre keyword adatte a questo tipo di ricerca, ovvero parole che si usano maggiormente nella lingua parlata.

Si inaugura così un nuovo modo di pensare le parole chiave e chi si occupa di SEO deve mettersi in ascolto per scovare le keyword più colloquiali e di uso quotidiano che possano essere utilizzate per la ricerca vocale.

Anche per quanto riguarda le immagini cambiano i canoni di indicizzazione.
Non basta scegliere un’immagine di impatto: è indispensabile dare un nome ai file, indicare il tag alt, il tag title e le relative didascalie.

Se, come abbiamo visto, si richiede maggior attenzione per i contenuti la stessa linea di aggiornamento attraversa la tematica delle immagini.

Un occhio di riguardo alla sicurezza

Se per i siti che contengono spam iniziano i tempi duri alla stessa sorte sono destinati tutti quegli spazi web che non hanno effettuato il passaggio al protocollo https, cioè non hanno acquisito, tramite il certificato SSL, la garanzia che le comunicazioni in entrata e in uscita siano criptate.

Google, così facendo, andrà a penalizzare a livello di posizionamento tutti quei portali che non presentano questa certificazione. Ci si aspetta che molti correranno ai ripari.

Ovviamente è l’utente a godere dell’effetto positivo di questo tipo di strategia, inquanto la sua sicurezza è sempre più tutelata.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono i backlink, cioè i collegamenti che arrivano dall’esterno, che permetto ad un sito di ottenere credibilità.
Google non si accontenta e gira il suo pollice verso il basso per tutti quei link semanticamente incoerenti: i backlink per essere un valore aggiunto in favore del posizionamento non devono provenire da siti generici ma inerenti ai temi trattati nel sito d’arrivo.

In termini di sicurezza anche l’aggiornamento Project Owl farà la sua parte sconfiggendo l’escamotage delle fake news. Questo neonato progetto in casa Google ha il fine di premiare i siti autorevoli e relegare all’anonimato più profondo tutti quelli che contengono incitazioni all’odio, bufale varie e contenuti di ignobile qualità.

Va detto che non sono ancora ben chiaro i criteri di valutazione ma è stato anticipato che gli utenti contribuiranno grazie all’inserimento di nuovi strumenti di valutazione.

A quanto pare la rete potrebbe “rischiare” di diventare un non-luogo estremamente “pulito” e sicuro.

L’algoritmo che verrà

Sembra ieri quando l’aggiornamento dell’algoritmo Panda rivoluzionava il concetto di “filtro”.

Sono passati sei anni è Google ha continuato la sua corsa per migliorare le prestazione del suo motore di ricerca.

Quale sarà l’algoritmo di domani? Ci può dire che saranno sempre più orientati, come già dimostrato dall’aggiornmento Mobile Friendly, a valorizzare la ricerca fatta attraverso smatphone.

Un’altra caratteristica sarà legata alla valorizzazione del “locale”.

Certamente per gli addetti SEO sarà una bella sfida considerato che l’azienda californiana non sempre gioca a carte scoperte e spesso lancia aggiornamenti fantasma, i Phantom updates, che pur non avendo un nome specifico non tardano a manifestare i propri effetti collaterali.

In questo modo, per non perdere posizioni nei risultati delle ricerche Google, l’ottimizzazione dei siti web sarà in continuo miglioramento, accompagnato da un crescente grado di soddisfazione dell’utente.