Dropshipping: come iniziare e scegliere fornitori

Dropshipping: di cosa si tratta

Il dropshipping è un’attività che sta riscuotendo un certo successo negli ultimi anni. Si tratta di un’attività di vendita di prodotti su Internet: è come metter su un negozio vero e proprio.

Le uniche differenze rispetto al commercio tradizionale consistono in due fattori fondamentali:

. tutte le operazioni di pubblicizzazione del prodotto e successiva vendita si svolgono esclusivamente online
. colui che vende non possiede materialmente i prodotti richiesti dai clienti, ma si pone come una sorta di intermediario tra acquirente e produttore o grossista.

Fatte queste premesse, risulta semplice comprendere come – per avere speranza di successo con il dropshipping – risulti di primaria importanza selezionare con molta attenzione le realtà aziendali con le quali collaborare.

Scegliere fornitori che ci garantiscano prezzi convenienti, puntualità nelle consegne e affidabilità è il modo migliore per avere buoni margini di guadagno e per fidelizzare i clienti attraverso un servizio di ottima qualità.

Come iniziare a fare dropshipping

Prima di cominciare a fare dropshipping, è necessario fare una serie di valutazioni. Se il rischio di impresa è abbastanza ridotto, è però vero che in ogni attività imprenditoriale c’è un margine di rischio derivante non solo dalle somme, per quanto possano essere modeste, investite, ma anche dal tempo e dalle energie impiegate nel progetto.

Per avviare con successo un’attività di dropshipping, la soluzione sta nella pianificazione. Occorre prima di tutto occuparsi di:

. stilare un business plan, che ci fornisca un’idea precisa sulle difficoltà e i margini di sviluppo del progetto
. studiare come va svolta questo tipologia di commercio, nonché le leggi che lo regolano
scegliere i fornitori per il dropshipping

Le diverse tipologie di fornitori per il dropshipping

Se abbiamo deciso di partire con la nostra attività e ci chiediamo come selezionare i fornitori per il dropshipping, ecco di seguito alcuni utili suggerimenti.

La cosa migliore, anche se forse è la più faticosa, è scegliere direttamente i produttori che desiderino lavorare anche con il dropshipping. Si eliminerà in questo modo ogni costo di intermediazione e si avrà accesso a una gamma di prodotti più facili da personalizzare e rendere unici per i propri clienti.

Un’alternativa sono i grossisti che hanno merce in magazzino,anche se, in questo caso, con tutta probabilità avremo accesso solo a prodotti più anonimi, per la vendita dei quali dovremo affrontare una maggior concorrenza.

La soluzione probabilmente più semplice, almeno all’inizio, è quella di ricorrere agli intermediari. Questi possono lavorare solo sul territorio italiano, o anche a livello internazionale. Con loro le procedure di acquisizione dei prodotti sono più semplici. Lo svantaggio è però rappresentato dal fatto che si debba pagare un costo di intermediazione.

Soluzioni per il dropshipping

Ora che abbiamo visto come iniziare a fare dropshipping, occorre anche sottolineare come la selezione dei fornitori sia uno degli aspetti fondamentali, ma non certo il solo. Come ogni attività commerciale che si rispetti, per avere successo serve un lavoro serio.

Risulterà prima di tutto indispensabile investire delle risorse in una campagna di marketing efficace. I professionisti che si dedicano al dropshipping sono numerosi e la concorrenza è quanto mai agguerrita.

Per emergere, serve far sapere che ci siamo. Farsi conoscere è fondamentale. Solo così potremo sperare di attrarre clientela. Non è necessario spendere dei capitali in attività promozionali. Internet, in questo senso, è un campo pieno di opportunità interessanti: i social network e i nuovi programmi per la chat possono rivelarsi molto utili per raggiungere un numero elevato di persone spendendo delle cifre davvero modiche.

Poi, una volta che abbiamo attratto clientela, questa deve essere opportunamente fidelizzata. Il modo migliore per riuscirci è offrire un servizio di qualità. Consegnare prodotti integri e in grado di rispettare quanto promesso nella fase di vendita, far sì che la merce venga spedita nei tempi stabiliti e regolarmente consegnata: tutto questo è di primaria importanza per soddisfare il cliente e far sì che torni a comprare con noi.

Come ogni attività professionale, il dropshipping richiede dedizione, lavoro, studio e impegno continui, ma si tratta anche di un sistema che può rivelarsi assai soddisfacente dal punto di vista economico, soprattutto una volta che si è superato la fase di lancio, quella più complessa.

Ultimi aggiornamenti Seo di Google 2016/2017

Il resyling dell’algoritmo Google

Nell’ultimo anno Google si è impegnato a fondo nell’aggiornare i propri algoritmi, affinché l’utilizzo del motore di ricerca riesca a soddisfare pienamente le aspettative sempre crescenti dell’utente.

I restyling degli algoritmi di ricerca è un argomento di particolare interesse per gli esperti SEO (Search Engine Optimization). Per questi professionisti del web, infatti, è di vitale importanza conoscere i principi di un motore di ricerca perché, in base ad essi, adattano il proprio linguaggio e le proprie tecniche in modo da indicizzare un determinato sito e renderlo così il più possibile visibile.

Considerati da una parte l’ascesa vertiginosa dell’uso dei motori di ricerca e dall’altra l’esapansione fiorente dell’e-commerce diventa fondamentale che il sito della propria attività si possa trovare facilmente attraverso una ricerca.

Dall’algoritmo dipende proprio l’indice di semplicità con cui un sito appare dopo una ricerca eseguita da Google, il motore in assoluto più utilizzato al mondo.

Per maggiori informazioni su come creare un sito e posizionarlo puoi visionare la web agency ad Alessandria: https://web2oltre.it/

Con Pestum la ricerca diventa mobile

Attraverso l’implementazione dell’algoritmo Pestum il caricamento delle pagine Internet su dispositivi mobili è diventato molto più veloce.

Da qui si è innescata una vera e propria rivoluzione di come si fa ricerca; ora non è più necessario utilizzare un computer, basta uno smartphone per trovare ciò che si sta cercando, con la stessa comodità e praticità.

In questo modo diventa ormai indispensabili che i siti abbiano una versione per il mobile, “snella” che si carichi velocemente.

Se si effettua la ricerca di un ristorante dal proprio smartphone il risultato metterà in evidenza i ristoranti presenti nella zona in cui ci i trova.

Ll’ottica di questa nuova filosofia SEO incide sulla ricerca stessa che diventa sempre più locale e nessun luogo potrà essere considerato “periferia”.

Questo processo ha preso il via già dal 1 settembre 2016 quando l’aggiornamento Possum ha avuto una ripercussione sul rank SEO locale.

Si pò, pertanto, asserire che si stia verificando uno spostamento verso il segmento mobile e una conseguente differenziazione tra le ricerche fatte da casa con il computer e quelle fatte utilizzando lo smartphone.

L’implementazione degli algoritmi a favore del locale permettono in sede di ottimizzazione l’utilizzo di parole chiaveancora più idonee per la ricerca locale.

Cambiamenti “visibili”

Gli aggiornamento dei algoritmi hanno apportato modifiche sostanziali anche a livello di presentazione visiva dei risultati della ricerca.

A partire dall’aggiornamento ADWords del febbraio 2016 sono stati rimossi tutti gli annunci della colonna di destra e vengono visualizzati al massimo 4 annunci prima dei 10 risultati organici.

L’altra novità riguarda le ricerche correlate: Google, a fondo pagina, mette a disposizione una serie di ricerche correlate che diventano una risorsa preziosa per l’utente che non sia rimasto soddisfatto della ricerca effettuata con quelle parole chiave.

Il SERP è cambiato con il posizionamento centrale degli annunci a pagamento, seguiti dalle pagine My Business.

Per gli esperti SEO le stringhe lunghe di ricerca sono diventate una ghiotta opportunità. RankBrain è l’algoritmo in grado di elaborare chiavi di ricerca all’interno di una ricerca semantica, perciò si apre la frontiera delle query a coda lunga.

webmaster devono sempre più studiare i siti immaginando di essere degli utenti, infatti gli algoritmi sono ideati per rendere la ricerca un’esprienza positiva alla quale diventi difficile – se non impossibile – rinunciare.

Penguim penalizza la spam

Google ha trovato anche il modo di penalizzare i siti che contengono spam. Grazie a Penguim 4.0, lanciato dal colosso mondiale dei servizi online nel settembre del 2016, i siti spam vengono catturati in tempo reale ed etichettati “spam” con il conseguente svalutazione del loro rank.

Gli esperti SEO consigliano di inserire nei testi siti di qualità piuttosto che rimpinguarli di parole chiave che risultano ridondanti anche per l’algoritmo di ricerca.

Penguim è orientato a premiare informazioni rilevanti e a penalizzare tutti quegli spazi web che non presentano uno studio attento dei contenuti.

Questo aggiornamento ha sicuramente il vantaggio di costringere i webmaster a migliorare la parte testuale dei siti e, per effetto domino, gli utenti avranno a disposizione pagine web con argomenti di qualità.

In fondo una delle maggiori critiche mosse dai detrattori di Internet è proprio quella di presentare contenuti scadenti anche a livello grammaticale. Forse con Penguim avrà inizio il riscatto culturale della rete.

Keyword ed immagini che guardano il futuro

Gli aggiramenti degli algoritmi Google non si fanno mai cogliere impreparati perché, in un certo senso, sono essi stessi a dettare le regole del futuro.

Secondo recenti statistiche una ricerca su cinque è vocale, per questo motivo è necessario introdurre keyword adatte a questo tipo di ricerca, ovvero parole che si usano maggiormente nella lingua parlata.

Si inaugura così un nuovo modo di pensare le parole chiave e chi si occupa di SEO deve mettersi in ascolto per scovare le keyword più colloquiali e di uso quotidiano che possano essere utilizzate per la ricerca vocale.

Anche per quanto riguarda le immagini cambiano i canoni di indicizzazione.
Non basta scegliere un’immagine di impatto: è indispensabile dare un nome ai file, indicare il tag alt, il tag title e le relative didascalie.

Se, come abbiamo visto, si richiede maggior attenzione per i contenuti la stessa linea di aggiornamento attraversa la tematica delle immagini.

Un occhio di riguardo alla sicurezza

Se per i siti che contengono spam iniziano i tempi duri alla stessa sorte sono destinati tutti quegli spazi web che non hanno effettuato il passaggio al protocollo https, cioè non hanno acquisito, tramite il certificato SSL, la garanzia che le comunicazioni in entrata e in uscita siano criptate.

Google, così facendo, andrà a penalizzare a livello di posizionamento tutti quei portali che non presentano questa certificazione. Ci si aspetta che molti correranno ai ripari.

Ovviamente è l’utente a godere dell’effetto positivo di questo tipo di strategia, inquanto la sua sicurezza è sempre più tutelata.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono i backlink, cioè i collegamenti che arrivano dall’esterno, che permetto ad un sito di ottenere credibilità.
Google non si accontenta e gira il suo pollice verso il basso per tutti quei link semanticamente incoerenti: i backlink per essere un valore aggiunto in favore del posizionamento non devono provenire da siti generici ma inerenti ai temi trattati nel sito d’arrivo.

In termini di sicurezza anche l’aggiornamento Project Owl farà la sua parte sconfiggendo l’escamotage delle fake news. Questo neonato progetto in casa Google ha il fine di premiare i siti autorevoli e relegare all’anonimato più profondo tutti quelli che contengono incitazioni all’odio, bufale varie e contenuti di ignobile qualità.

Va detto che non sono ancora ben chiaro i criteri di valutazione ma è stato anticipato che gli utenti contribuiranno grazie all’inserimento di nuovi strumenti di valutazione.

A quanto pare la rete potrebbe “rischiare” di diventare un non-luogo estremamente “pulito” e sicuro.

L’algoritmo che verrà

Sembra ieri quando l’aggiornamento dell’algoritmo Panda rivoluzionava il concetto di “filtro”.

Sono passati sei anni è Google ha continuato la sua corsa per migliorare le prestazione del suo motore di ricerca.

Quale sarà l’algoritmo di domani? Ci può dire che saranno sempre più orientati, come già dimostrato dall’aggiornmento Mobile Friendly, a valorizzare la ricerca fatta attraverso smatphone.

Un’altra caratteristica sarà legata alla valorizzazione del “locale”.

Certamente per gli addetti SEO sarà una bella sfida considerato che l’azienda californiana non sempre gioca a carte scoperte e spesso lancia aggiornamenti fantasma, i Phantom updates, che pur non avendo un nome specifico non tardano a manifestare i propri effetti collaterali.

In questo modo, per non perdere posizioni nei risultati delle ricerche Google, l’ottimizzazione dei siti web sarà in continuo miglioramento, accompagnato da un crescente grado di soddisfazione dell’utente.