Lavoro e formazione

Ecco come funziona lo smart work, il processo che fa risparmiare 20 miliardi alle aziende

Grazie allo smart work le aziende risparmiano oltre 20 miliardi

Cosa succederebbe se tornando in ufficio non trovaste più la vostra scrivania? E se la vostra cassettiera venisse trasferita dall’altra parte dell’ufficio in un gruppo di “lockers“, i nuovi armadietti personali? Avrete però in contropartita uno spazio dedicato quando è necessario, e aree tematiche come la meeting room, la project room dove trovarvi con i colleghi per poter collaborare assieme sui progetti, oppure una zona informale dove rilassarvi e socializzare?

Questa è la nuova frontiera dello Smart Working, il lavoro che segue una metodologia Agile e intelligente, che grazie alle nuove tecnologie mobili vi permetterà di lavorare lontano dal vostro ufficio e di organizzare il vostro lavoro non più su tempi prestabiliti ma su obiettivi e flessibilità.

Tutto questo non è un sogno ma un dato di fatto in Coca Cola, dove è stato inserito il concetto dello “sharing“, la condivisione dello spazio.

Alessandro Adamo, direttore di Degw, ha aiutato anche altre prestigiose aziende come Sky a Milano e Bnl a Roma a lasciare il concetto di spazio chiuso e delimitato da muri per la scelta di uno spazio aperto, senza barriere prestabilite.

Questo tema è stato analizzato dalla Harvard Business review assieme a prestigiose aziende del settore come Degw, Methodos e Partner4Innovation. Anche in Italia l’ultima analisi effettuata dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano mette in evidenza come lo Smart Working porterebbe giovamento sia ai lavoratori che alle imprese. Lavorare da casa o da altre postazioni esterne andrebbe a ridurre i costi di trasferimento dei dipendenti portando in tasca agli stessi un risparmio di circa 500 euro all’anno.

Le imprese invece riuscirebbero ad avere un aumento della produttività degli oltre 9 milioni di impiegati di “concetto”, portando anche un risparmio nel costo del lavoro per oltre 27 miliardi di euro e di oltre 1 miliardo per la progettazione dello spazio di lavoro.

Ma ricordiamoci che tutto questo ha anche un risvolto negativo, infatti secondo Regus, multinazionale specializzata nel fornire spazi di lavoro flessibile, su un campione di oltre 40.000 manager che lavorano fuori sede, circa il 65% di questi ha espresso disagio nel non potersi confrontare con i colleghi su tematiche di lavoro.

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