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Pull a Pig: perché è importante conoscerlo 

Pull a Pig è il nuovo gioco perverso che vede protagonista un gruppo di amici che si sfidano per conquistare la ragazza meno attraente della serata, molto simile a un altro gioco diffuso in America; Fat Girl Rodeo, il rodeo delle ragazze grasse. Inutile dire quanto questo gioco, se così si può definire, nasce da menti dove esercitare il potere e il controllo su donne fragili e insicure diventa linfa vitale per l’ego maschile. 

I colpevoli

Facile puntare il dito contro un branco di ragazzi  narcisisti, più difficile e farci un esame di coscienza per capire che i canoni di bellezza imposti dalla società abbiano influenzato negativamente molti comportamenti. Come ridere del peso di una persona, o peggio, generando gli episodi di bullismo che tanto ci fanno inorridire se trasmessi alla tv.  Portare il peso della consapevolezza di non rientrare nei classici standard estetici è molto difficile al giorno d’oggi, dove il bombardamento mediatico non dà pace, e per questo non è giusto essere privati anche della nostra umanità, nessuno, donna o uomo che sia, merita una simile umiliazione.

La storia di Sophie

Sophie è una ragazza inglese di 24 anni che durante una vacanza a Barcellona conosce Jessie, 21 anni, originario dei Paesi Bassi. Tra i due sembra essere scoppiato l’amore tanto che passano una calda notte insieme in hotel. Finita la vacanza i due intraprendono una relazione a distanza finché Sophie decide di raggiungere il fidanzato a Amsterdam, dove vive con la sua famiglia. Una volta atterrata l’amara scoperta, all’aeroporto ad aspettarla non c’era nessuno, a parte un messaggio: «You were a pigged!».

Sophie racconta tra le lacrime la sua storia al Daily Mail, nella speranza che nessun’altra ragazza provi un dolore altrettanto forte.
Jessie, dopo aver visto la notizia pubblicata e aver ricevuto anche diverse minacce, accusa Sophie di aver inventato ogni cosa solo per attirare l’attenzione. Vogliamo lasciargli il beneficio del dubbio? Personalmente no.

Rispetto prima di tutto

Bisogna correre ai ripari dunque, per evitare che il fenomeno si diffonda è importante in primo luogo educare i giovani, e molti adulti, al rispetto, per sé stessi e per gli altri. In secondo invece è fondamentale e non banale ricordare di non giudicare un libro dalla copertina, etichettare chi non rientra in canoni estetici preimpostati non deve essere vittima di inutili sfide, che diventano vere e proprie violenze psicologiche.

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