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Sicurezza alimentare: la definizione e l’importanza dell’etichettatura

Capita spesso e volentieri di sentir parlare della sicurezza alimentare: si tratta di una tematica quanto mai attuale ed estremamente importante, in modo particolare per una ragione, ovvero perché i consumatori ammettono sempre di più di necessitare di un’accurata sicurezza alimentare.

Tutte le varie problematiche che si sono intervallate nel corso di questi ultimi anni hanno fatto emergere una questione molto importante, ovvero quella relativa alla qualità degli alimenti che giungono fino alle nostre tavole.

Sicurezza alimentare: la definizione

La definizione si può rinvenire direttamente dall’insieme di norme elaborate dalla Commissione del Codex Alimentarius, che venne istituito nel lontano 1963 da parte dell’OMS e della FAO. La sicurezza alimentare è la garanzia che un alimento non provocherà un danno in seguito alla sua preparazione e/o al consumo in base all’uso a cui è destinato.

I vari membri dell’UE hanno fatto uso di leggi e varie normative per regolamentare questo settore: la normativa “Sicurezza alimentare haccp” è ormai presente in ogni Paese europeo in cui vige l’obbligo di controllare che tutte le aziende alimentari rispettino determinati criteri qualitativi in fatto di dotazione di dispositivi e di previsione di politiche che mirino alla tutela dei vari prodotti alimentari realizzati. La sicurezza alimentare è una salvaguardia ovviamente anche dei consumatori che, quando si trovano ad acquistare i prodotti, hanno la possibilità di verificare e di controllare che siano stati realizzati seguendo tutti gli obblighi che sono previsti da parte della legge.

L’importanza dell’etichetta

Per i consumatori l’etichetta si può considerare come il biglietto da visita quando si accingono a comprare un determinato prodotto alimentare. È un Regolamento emanato dall’Unione Europea (1169/2011) a prevedere i requisiti e i criteri che devono essere rispettati in fase di etichettatura dei vari prodotti alimentari. L’obiettivo finale, come si può facilmente intuire, è quello di mettere a disposizione del consumatore dei dati e delle informazioni certe, ma che siano al contempo anche chiare e di facile letture, in maniera tale che, in fase di acquisto dei prodotti, possano essere fatte delle scelte consapevoli, responsabili e a tutela della propria salute.

Le indicazioni obbligatorie. All’interno dell’etichetta, proprio di fianco alla denominazione, va inserito lo stato fisico in cui si trova il prodotto oppure il particolare tipo di lavorazione di cui è stato oggetto (come ad esempio concentrato oppure in polvere). Per quanto riguarda invece, i prodotti che vengono congelati prima della loro vendita e poi proposti in commercio decongelati, sarà proprio quest’ultima dicitura che dovrà finire obbligatoriamente sull’etichetta.

La lista degli ingredienti. È fondamentale che sull’etichetta venga riportato l’elenco di tutti i vari elementi che vanno a comporre quel particolare prodotto alimentare. L’inserimento deve avvenire in ordine decrescente di peso. Importante novità introdotta negli ultimi anni la previsione degli allergeni, che deve essere inserita con una colorazione differente in confronto agli altri ingredienti, proprio per fare in modo che i consumatori possano rendersi conto della loro presenza.

Durabilità del prodotto. Bisogna fare una differenza tra due informazioni che vengono inserite sull’etichetta di ogni prodotto alimentare, ovvero la data di scadenza e il TMC (termine minimo di conservazione). Qualora si tratti di alimenti deperibili, viene inserita la frase “da consumare entro il”, in maniera tale che il consumatore sappia il limite da rispettare in merito al consumo di tale prodotto. Il TMC, invece, è legato a prodotti che hanno una conservazione più lunga e riporta la scritta “da consumarsi preferibilmente entro il”. In poche parole, questa dicitura sta a significare che il prodotto, una volta superata la data indicata, può aver qualche caratteristica organolettiche differente, ma si può consumare perché non causerà alcun pericolo per la salute del consumatore. Aver capito tale differenza può certamente tornare utile anche come sistema per evitare gli sprechi, in maniera tale da evitare che un alimento venga buttato quando ancora risulta essere commestibile.

Condizioni e conservazione. Sull’etichetta devono essere riportate sempre tutte le condizioni di conservazione, in maniera tale che il consumatore possa utilizzare in maniera responsabile gli alimenti in seguito all’apertura della confezione, in maniera tale da ridurre gli sprechi.

Sull’etichetta, infine, figurano anche il paese d’origine e il luogo di provenienza, che permette al consumatore di conoscere l’origine del cibo che viene consumato poi a tavola, la dichiarazione nutrizionale, caratterizzata da un’apposita tabella in cui si trovano dati e informazioni sulle caratteristiche caloriche e nutritive di quello specifico prodotto alimentare.

Alessandro Aru

Ciao sono Alessandro Aru e scrivo anche per Italia H24

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