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Indice ISM relativo ai servizi: una valutazione della produzione extra-industriale

L’ISM, oltre che il ben noto indice relativo al settore manifatturiero, emette mensilmente un altro indice relativo sempre alla produzione, ma di servizi. Questo indice, secondario rispetto a quello relativo alle aziende del settore manifatturiero, è basato su un’inchiesta condotta presso un campione di 370 direttori di acquisto di aziende del settore non manifatturiero degli Stati Uniti.

Questo indice, conosciuto più comunemente con l’acronimo NMI (Non Manifacturing Index) è basato essenzialmente sulla media di quattro diverse aree operative delle aziende, che, a differenza di quanto accade per l’elaborazione del suo indice gemello, hanno lo stesso peso nella determinazione dell’indice. Le 4 aree di indagine sono:

  • – Business Activity (attività economica);
  • – New orders (nuovi ordini);
  • – Employment (impiego);
  • – Supplier Deliveries (consegne).

Vi sono anche altre componenti che partecipano alla formazione di quest’indice: tra queste quelle relative ai prezzi, alle importazioni e alle esportazioni, alle giacenze e all’accumulo di ordini.

Quest’indice è relativamente recente, infatti il resoconto sulla produzione non manifatturiera viene pubblicato regolarmente solo dal 1997. Proprio il fatto di essere relativamente giovane, lo rende meno importante rispetto all’altro indice emesso dall’ISM.

Non vi è infatti la possibilità di confrontare i dati con un campione abbastanza ampio e distribuito nel tempo. In ogni caso quest’indice, considerato insieme al suo omonimo manifatturiero, riesce a fotografare la situazione del 90% del PIL degli Stati Uniti e quindi ad avere un certo impatto sui mercati che reagiscono soprattutto ai cambiamenti imprevisti dell’indice in questione.

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