Una è una giovane promessa del tennis britannico di appena diciassette anni; l’altra è una signora del tennis australiano e che di anni ne ha quasi 70. Una è persa tra le prime 150 tenniste al mondo e spera un giorno di diventare la numero uno; l’altra è stata la prima giocatrice di tennis australiana a diventare numero one della classifica WTA. Una sogna di vincere l’Australia Open; l’altra lo ha vinto 11 volte di cui ben 7 consecutive. Una non ha vinto nessuna manifestazione che conta nel tennis, l’altra ha in cassaforte ben 24 Slam. Si tratta di Laura Robson 17enne britannica e Margareth Smith Court, protagoniste in queste ore agli Australian Open, il primo torneo di tennis dell’anno.
Infatti la giovanissima Laura ha voluto testimoniare tutta la sua vicinanza al mondo gay, scendendo in campo oggi con un elastico per capelli che rappresenta la bandiera arcobaleno del movimento omosessuale. Infatti nei giorni scorsi, in una intervista rilasciata ai giornali, la leggenda del tennis Margaret Court si è schierata apertamente contro i matrimoni gay e, considerando l’alto numero di tenniste omosessuali, Laura Robson, nonostante la tenera età, ha voluto fare un gesto silenzioso e simbolico per manifestare la sua vicinanza al mondo gay e contro ogni forma di omofobia. Margareth Court aveva dichiarato: Nessuna legge politica può cambiare ciò che è radicato nel cuore dell’uomo: ossia l’immagine della creazione divina e dell’unione tra uomo e donna con l’obiettivo di dare luce a una nuova vita. Non si può permettere che si cambi la definizione e la concezione del matrimonio, si tradirebbe il volere di Dio”. Ovviamente la signora Court si è anche lasciata andare a commenti personali definendo le “pratiche sessuali omosessuali abominevoli” e che non vorrebbe mai vedere queste “unioni insane e innaturali”. Oltre alla giovane Laura Robson è arrivata la risposta di Martina Navratilova, altra leggende del tennis, che ha dichiarato: “Le persone si sono evolute, Margaret Court evidentemente no. La sua visione miope è davvero spaventosa e dannosa per i bambini che vivono in coppie omosessuali”.