Milano – Ci sono poche rivalità che lasciano, anche nel tempo, il sorriso sulle labbra e un ricordo nel cervello che prima o poi verrà raccontato agli amici o ai figli. Questo è sicuramente il caso della competizione tra lo spagnolo Rafa Nadal (24 anni) e l’elvetico Roger Federer (29 anni), due giocatori che hanno obbligato agli applausi gli spettatori e gli amanti del tennis dal primo scontro del 2005 fino alla finale londinese di domenica, vinta dallo svizzero per 6-3, 3-6, 6-1. I due, amici fuori dal campo e cortesi rivali sul campo, si contendono la prima posizione del ranking che, ormai dal 2 febbraio 2004, è solo affare loro. Nonostante il maiorchino sia avanti nel computo degli scontri diretti e sia attualmente leader della classifica, Federer ha stampato il suo nome sulla maggioranza dei record del circuito maschile: numero uno per 285 settimane (di cui 237 di fila), 16 tornei del Grande Slam ma anche 5 Masters e altri 45 tornei del circuito. A parte facili entusiasmi, anche la partita di domenica ha suggellato il tennis classico dello svizzero e l’energia dello spagnolo ma, cosa forse più importante, ha ricordato che il rispetto e il bon ton non sono per forza fuori moda. (Sergio Matalucci)