ROMA - La cassazione ha assolto Fabio Carlino, dall’accusa di aver provocato la morte del ciclista italiano Marco Pantani, vendendogli della cocaina purissima. Il pusher era anche stato accusato di aver ucciso per overdose Fabio Miradossa e Ciro Veneruso. La cassazione si è pronunciata con questa formula: ”Assolto perche’ il fatto non costituisce reato”, secondo quest’ultima, la morte del ciclista sarebbe stata causata da un’assunzione volontaria della droga venduta dagli ultimi fornitori.
Precedentemente, in primo e secondo grado, Fabio Carlino era stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Oltre a 19 mila euro di multa e al risarcimento pari a 300 mila euro in favore della famiglia del pirata. Poi ieri, Cedrangolo, sostituto procuratore generale della Cassazione, aveva mostrato molte perplessità affermando di “aver avuto la sensazione che la spettacolarizzazione data dai media alla morte di Pantani, abbia spinto i giudici di merito ad una eccessiva attribuzione di responsabilità”.
Il sostituto procuratore aveva richiesto l’annullamento della condanna per omicidio mentre è stata confermata l‘accusa di spaccio ed aveva messo in evidenza la mancanza di prove a carico del pusher. Secondo la cassazione Fabio Carlino non ha nulla a che fare con la morte del ciclista Marco Pantani, quest’ultima ha scritto definitivamente la parola fine sulla sua vicenda. Carlino, 36 anni, di Lecce, ex titolare di un’agenzia di modelle, aveva conosciuto Pantani nel 2003, in una famosa discoteca di Milano Marittima.