MILANO – E’ durato oltre due ore l’incontro, definito “cordiale e sereno” da Moratti, fra il procuratore federale Palazzi e lo stesso presidente dell’Inter. L’incontro verteva sulle nuove intercettazioni emerse dal processo penale in corso a Napoli dove fra gli imputati per associazione a delinquere c’è anche Luciano Moggi.
Una intercettazione in particolare è stata per mesi al centro dell’attenzione, quella fra Facchetti e Bergamo dove si sente la compromettente frase ‘metti Collina’ mentre i due discutevano di griglie arbitrali. Ma il perito nominato dal tribunale, a ottobre ha stabilito con certezza che a pronunciare quella frase era stato il designatore Paolo Bergamo. In ogni caso il tema principale del colloquio era comunque indirizzato al famoso esposto della Juventus dove la società bianconera chiede la revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter per i requisiti di onestà. Al momento non si conoscono i contenuti della chiacchierata fra Moratti e Palazzi, ma possiamo leggere le dichiarazioni del presidente dell’Inter all’uscita dei suoi uffici.
Moratti: “L’importante è che ci fosse l’incontro, come è andato chiedetelo a lui. E’ stato un summit sereno ed educato, dalle due parti. Non ero preoccupato, consideravo questa situazione come kafkiana, nonostante mi sia scusato per quell’aggettivo ridicolo che usai, anche con lo stesso Palazzi. Per quello che avverrà in futuro non so, non posso entrarci, io sono molto convinto dalla mia parte, anche molto più che convinto. Mi hanno letto delle trascrizioni, ma in queste cose preferirei non entrarci, il tutto comunque è durato poco più di un paio d’ore. Adesso siamo concentrati su tutto, poi sabato c’è anche una partita importante come il derby. Questa richiesta di Palazzi di ascoltarmi non è inopportuna, ovviamente non ci sentiamo parte di questa situazione ma volevano sentirmi ed è tutto a posto, il discorso è su di me e non sull’Inter. Insomma, nessun problema. Allo scudetto 2006 non voglio assolutamente rinunciare e non mi sta assolutamente sullo stomaco, nonostante queste vicende”.