A Casarano (lecce), Cannabis per alleviare i dolori della sclerosi multipla.

Cesarano, lecce: al via la prima sperimentazione di terapia a base di cannabis su pazienti affetti da sclerosi multipla presso l’ospedale “francesco Ferrari”.

Come già accaduto in altre parti del mondo nell’ ospedale di CasaranoFrancesco Ferrari”, provincia di Lecce, già da un anno è partita la prima sperimentazione di terapie a base di cannabis su pazienti affetti da sclerosi multipla. A seguire questo singolare progetto terapeutico, per la prima volta in Puglia, sono le dottoresse Gabriella Cretì e Agnese Antonaci, rispettivamente direttrice dell’ ospedale e dirigente del servizio farmacia. Lo scopo è quello di provare ad attenuare i dolori, ed indurre rilassamento muscolare, attraverso la somministrazione di infiorescenze essiccate di cannabis. Per il momento il progetto coinvolge cinque pazienti, tutti affetti da sclerosi multipla e quindi soggetti a terribili sofferenze che provocano l’irrigidimento dei muscoli. I cinque hanno accesso al “Bedocran”, questo il nome ufficiale della marijuana terapeutica, già da un anno e solo per il tempo previsto dal trattamento.

Tutto questo è reso possibile, nella completa legalità, dal decreto ministeriale emanato dal ministro della Salute Livia Turco il 18/04/2007, seguito poi dalla delibera regionale 308/2010, firmata dal presidente della giunta Nichi Vendola. Nonostante la marijuana, in Italia, sia ancora considerata una droga a tutti gli effetti, il decreto riconosce il valore farmaceutico dei cannabinoidi e la delibera ne autorizza la somministrazione da parte del servizio sanitario regionale.

L’iter burocratico per richiedere questo tipo di terapia è ancora lungo e difficoltoso: si comincia con l’autorizzazione da parte del proprio medico curante, segue il via libera per la vendita da parte del Ministero della Salute di Roma, l’ordinazione, da parte del farmacista, del “Bedrocan” all’azienda produttrice olandese che, a sua volta, deve attendere il via libera dal proprio ispettorato alla salute prima di poterlo effettivamente spedire all’ospedale, il quale si curerà di custodirlo in cassaforte. In aggiunta, tutta la documentazione deve essere presentata in originale (niente e-mails o fax, per evitare falsificazioni).

La Puglia ed il Molise, al momento, sono le uniche regioni italiane a distribuire il farmaco gratuitamente mentre nelle altre regioni il prezzo può superare anche i 500 euro.

Scritto il 27 ottobre 2011 alle 18:06

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