La Spezia: Operazione “black hurricane”, eseguite 10 misure cautelari per spaccio di stupefacenti

La spezia: “operazione black hurricane”. Eseguite 10 misure cautelari, tra la spezia, pisa e milano, per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine ha portato al sequestro di oltre 4 kg tra eroina e cocaina ed all’accertamento, mediante intercettazioni telefoniche, di illecite attivita’ di spaccio per altri 15 kilogrammi di droga.

 I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza della Spezia stanno dando esecuzione a 10 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, facenti parte di un sodalizio criminale composto da soggetti in prevalenza di origine maghrebina, ma anche da tre cittadini italiani, che si sono resi responsabili dei reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.I suddetti provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. presso il Tribunale della Spezia – dott.ssa Marta Perazzo, nell’ambito dell’inchiesta denominata “BLACK HURRICANE”, coordinata dal Procuratore della Repubblica dott. Giovanni Maddaleni, che ha permesso di accertare la costituzione, ad opera degli indagati coinvolti, di una ramificata organizzazione criminale le cui basi operative si dipanavano dal territorio spezzino fino a quello delle città di  Pisa e di Milano.Ed è proprio nel capoluogo lombardo e nella città della torre pendente che venivano acquistati i quantitativi più consistenti di droga, in particolare eroina, per essere smerciati in buona parte proprio sulla piazza della Spezia. L’attività di esecuzione delle suddette misure cautelari sta avvenendo a conclusione di investigazioni che hanno interessato il periodo gennaio/giugno 2011 ed hanno consentito di accertare che al vertice di tale sodalizio, operante nella città della Spezia, vi erano HAMAMI Nabil detto “Omar”, tunisino di 22 anni e REBAI Saber detto “Nino”, suo connazionale, di 31anni i quali, con la collaborazione più o meno occasionale di svariati soggetti, per lo più tossicodipendenti ed avvalendosi di corrieri sempre diversi, erano in grado di approvvigionarsi di cospicui quantitativi di droga poi smerciata sul territorio spezzino.

 Erano proprio quest’ultimi due extracomunitari a tenere i contatti con i fornitori dello stupefacente ed, in particolare, con un marocchino, EL FADLAOUI SALAH EDDINE, dimorante a Milano, in grado di movimentare cospicui quantitativi di stupefacente che confezionava all’interno di un appartamento ubicato nella predetta città; proprio in tale luogo i finanzieri, al fine di impedire che tale “fiorente” attività delittuosa proseguisse indisturbata e per quantitativi così rilevanti, decidevano di intervenire, sottoponendolo a perquisizione e rinvenendo oltre due kilogrammi di cocaina; nell’occasione, EL FADLAOUI SALAH EDDINE non era presente ed il sequestro ed il conseguente arresto fu operato a carico di un connazionale con cui condivideva l’appartamento.L’impulso che ha caratterizzato l’evolversi dell’indagine in questione è stato determinato dalla scelta operata dagli investigatori di intervenire prontamente, al fine di debellare, sul nascere, l’incisività della nascente organizzazione criminale, radicatasi nel territorio della città della Spezia; infatti, già agli albori della sua costituzione, ha dato prova di avere i contatti giusti e quella forte determinazione a delinquere che le ha consentito di far pervenire da subito importanti quantitativi di droga sulla piazza spezzina.      In alcuni casi è stato invece riscontrato che erano CARPANESE Sabrina, spezzina, residente a Bolano e JELLALI Salah, ventisettenne tunisino a tenere i rapporti con i corrieri incaricati del trasporto dello stupefacente, perlopiù italiani con problemi di tossicodipendenza che si prestavano ad effettuare viaggi, a volte, anche solo in cambio di alcune dosi di droga.In altri casi è stato invece riscontrato che erano due napoletani, RUSSO Domenico e SCHETTINO Rosario a rifornire di stupefacente l’organizzazione dei tunisini, in particolare KASSEM Alì detto “Makram” ventottenne, il quale aveva la conferma dell’arrivo dello stupefacente quando i primi due gli confermavano che gli avrebbero portato “la mozzarella”.

 Il linguaggio tipico culinario utilizzato per concordare acquisti e consegne di stupefacente faceva spesso riferimento a cene da fare, al pesce bianco da comprare, a latticini di ogni genere. Infatti, nelle conversazioni intercettate, “Makram” chiedeva ad altro suo fornitore, EL IDRISSI ADIL, trentenne marocchino residente a Sarzana (SP), se la “cena era pronta”  per sapere in pratica se poteva passare da lui a ritirare lo stupefacente che aveva ordinato.Infine, la figura di MENSI MILED detto “Najib”, che si occupava in particolare dello smercio di eroina della quale si riforniva presso la piazza di Pisa, incaricando del trasporto in genere giovani ragazze italiane.Tale organizzazione aveva radicato la propria base per lo smercio delle sostanze stupefacenti in particolare nel quartiere Umbertino; al riguardo, infatti, numerosi sono stati gli interventi operati in tale zona della città dagli uomini delle fiamme gialle, allo scopo sia di porre freno a tale attività sia per trovare riscontri investigativi per le indagini in corso.Tra i numerosi tossicodipendenti che si rivolgevano agli extracomunitari per l’acquisto dello stupefacente già confezionato in dosi sono state individuate un centinaio di persone, di età compresa tra i 18 ed i 50 anni e delle più disparate estrazioni sociali (studenti, operai, artigiani, piccoli imprenditori, ecc.).

Infatti, le condotte illecite monitorate dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Spezia sono state acclarate mediante attività di appostamenti, pedinamenti e con interventi nelle fasi di acquisto, trasporto e cessione dello stupefacente che hanno consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, 14 persone, delle quali 8 italiani e 6 extracomunitari e di sequestrare complessivamente oltre 4 kilogrammi di droga tra eroina e cocaina.Tali riscontri probatori hanno corroborato un’intensa attività di indagine tecnica, eseguita mediante l’ascolto di decine di utenze telefoniche in uso agli indagati, permettendo di ricostruire non solo la fitta rete di contatti che portavano la droga nella provincia spezzina, ma anche di accertare cessioni di stupefacente per quantitativi complessivi di oltre 15 kilogrammi, pari a circa  37.000 dosi,  per un valore commerciale quantificabile in circa un milione e mezzo di euro.Il lavoro investigativo svolto ha portato pertanto l’Autorità Giudiziaria ad applicare, a carico dei citati cittadini stranieri, la misura della custodia cautelare in carcere mentre per quelli italiani sopramenzionati, in ragione del minore coinvolgimento nell’attività di spaccio e/o della minore entità del quantitativo trattato, la misura degli arresti domiciliari.

Scritto il 2 febbraio 2012 alle 12:16

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