Gibbs, 26 anni, leader di un gruppo di cinque soldati che provocò la morte di tre persone nel 2010 nella provincia di Kandahar. In tribunale sono emersi particolari agghiaccianti: l’uomo avrebbe prelevato parti dei cadaveri come trofei. Tre dei militari sono già stati giudicati. Per il giovane sergente invece sono stati 15 i capi d’accusa, fra i quali 3 omicidi con premeditazione.
Il processo nei suoi confronti,iniziato il 28 ottobre a sud di Seattle,alla base militare di Lewis-McChord, è terminato con un ergastolo, caso non isolato ultimamente. Sembrerebbe infatti diffusa la tendenza di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine in guerra, ad andare”fuori di testa” assumendo comportamenti violenti e che ledano i diritti inviolabili di ogni persona.
“Per me è come quando a caccia si asportano le corna a un cervo“, è stata la sua giustificazione, apparsa allucinogena. “Bisogna venire a capo di quello che si fa”. Nel corso del processo, durato una settimana, è emerso inoltre che Gibbs e gli altri non contenti di quanto realizzato,avevano poi tagliato delle dita dai cadaveri come trofei e scattato loro delle foto, infine erano soliti piazzare armi da fuoco sui resti degli afghani assassinati.