La situazione in Grecia continua ad essere incandescente. Pochi giorni fa Atene e Salonicco sono state messe a ferro e fuoco dai manifestanti inferociti per le durissime misure di austerity imposte dal Governo per salvare il Paese dalla bancarotta. Tagli su tagli, abbassamento dei salari, delle pensioni, meno soldi alla sanità: questa è la ricetta dei politici greci che sta innescando una spirale di violenza impressionante.
Oggi i sindacati e la sinistra scendono nuovamente in piazza per protestare contro il sacrificio immane imposto al popolo greco. I salari minimi verranno tagliati del 22% come le pensioni sopra i 1300 verranno abbassate del 12%. Queste sono solo due dei cambiamenti che graveranno sui cittadini, ma il Premier Papademos deve andare in Europa lunedì a convincere gli altri Paesi che il default si può davvero allontanare. I greci hanno paura che la scure dei tagli e dell’austerity non sia finita qui.
A gettare benzina sul fuoco ci pensa la Germania, signora e padrona dell’Unione Europea. Il Ministro tedesco delle Finanze Schauble sostiene che i greci non si vogliano far aiutare dagli altri Stati europei. Inoltre dice che la responsabilità della crisi che sta soffocando il Paese sarebbe dei greci stessi che hanno votato e mantenuto al potere una determinata élite politica, dunque adesso devono rispondere delle loro azioni accettando i sacrifici imposti.