Il Governo greco ha presentato ieri il pacchetto di riforme richieste da Ue, Fmi e Bce ma oggi 9 febbraio, non è arrivato l’atteso via libera.
La troika (Ue, Bce e Fmi) ha concesso altri 15 giorni al governo greco per trovare i 300 milioni di euro che mancano per chiudere l’accordo. L’aiuto è fondamentale per evitare un default e pagare i 14,5 miliardi di bond in scadenza il 20 marzo.
I sindacati annunciano due giorni di sciopero. La Grecia dovrà affrontare un anno di terribile recessione, secondo fonti governative, con un’economia in calo tra il 4 e il 5% nel 2012.
Il premier Lucas Papademos ha chiamato le istituzioni internazionali per dare l’annuncio. Gerry Rice, capo delle pubbliche relazioni del Fondo monetario; Christine Lagarde, direttore del Fmi, e Draghi, l’unione del Governo greco è già un passo avanti ma il portavoce della Commissione Ue, Amadeu Altafaj, ricorda che spetta all’UE l’ultima parola.
I punti finora approvati sono un nuovo taglio di 15mila posti nel pubblico impiego e una riduzione del 22% dei salari minimi, che scendono a 450-500 euro mensili.
Già poco prima del vertice di Bruxelles, il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble, ha avvertito che ci sono ancora dei punti da chiarire. Sulla stessa linea, Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e finanziari: il governo e il parlamento greco, dice Rehn, devono ancora “convincere i partner europei con impegni forti e azioni concrete” .
Le borse europee, dopo l’esito negativo da Bruxelles, hanno frenato e chiuso in negativo. Il viceministro del Lavoro, Yiannis Koutsoukous, deputato socialista, si è dimesso dal governo, mentre i due maggiori sindacati del Paese, la Gsee (settore privato) e l’Adedy (settore pubblico), hanno proclamato uno sciopero generale di 48 ore per venerdì e sabato con manifestazioni davanti al Parlamento. Chiesto un intervento del presidente della Commissione, Josè Barroso.