Da più di dieci giorni Europa centrorientale e Balcani sono bloccate dal gelo. Freddo e neve si stanno spostando minacciosi verso l’Europa occidentale, in Italia, Francia Germania e Gran Bretagna. Oggi 6 febbraio, per le forti nevicate è stata annullata la metà dei voli all’aeroporto Heathrow di Londra, il più trafficato d’Europa.
Le autorità a Kiev hanno reso noto il triste primato dell’Ucraina: sono 131 i morti assiderati. In molte regioni del paese le temperature sono ferme a -20, quasi 75 mila persone hanno cercato rifugio nei tremila punti di soccorso, tende riscaldate dove vengono offerti pasti caldi e bevande. In Polonia le vittime del gelo sono 61.
Da novembre sono quasi un centinaio le persone morte per ipotermia o altre cause legate al gran freddo. Le temperature oggi sembrano salire un po’ ma l’emergenza gelo resta in tutto il paese con forti perturbazioni nei trasporti e nell’erogazione di energia elettrica.
In Serbia, le vittime del freddo sono 9 più un disperso, è stato decretato lo stato di emergenza. Quasi 70 mila persone sono completamente isolate in villaggi e piccole località sperdute in tutto il paese. I soccorsi e i rifornimenti vengono effettuati con l’ausilio di elicotteri. Chiuse le scuole per tutta la prossima settimana. A Belgrado l’esercito e squadre di volontari stanno lavorando per rimuovere l’enorme quantità di neve caduta negli ultimi giorni.
In Bosnia-Erzegovina numerose importanti strade sono impraticabili e decine di località montane isolate. Anche qui gli elicotteri vengono utilizzati per raggiungere le popolazioni. Sarajevo è sommersa da quasi un metro di neve e la circolazione è paralizzata, le vittime accertate sono 6.
In Romania e Bulgaria, dove le temperature sono meno proibitive, -15, le vittime del gelo sono finora rispettivamente 40 e 12. In Russia si sono registrati 70 morti, in gran parte senzatetto e alcolizzati, 15 in Lituania, 10 in Lettonia, 6 in Rep. Ceca, 2 in Croazia, 1 in Montenegro e 1 in Macedonia.