Nessun pronostico avrebbe dato i laburisti vittoriosi con largo consenso com’è invece successo. I laburisti hanno conquistato oltre 800 poltrone, quindi i conservatori ne hanno persi più di 400, i LibDem (liberal democratici) sono stati spazzati via dal risultato elettorale più catastrofico dalla costituzione del partito nel 1988. Il segretario laburista Ed Miliband, carico della vittoria, ha proclamato che “la battaglia per cambiare la Gran Bretagna comincia da qui”.
Secondo la Bbc, il Labour ha strappato il 38 per cento del voto davanti al 31 per cento dei Tory e il 16 per cento dei LibDem. “Sono triste”, ha detto invece il leader e junior partner della coalizione Nick Clegg, anche perchè il risultato di oggi, per lui come per Cameron, ha messo in luce l’anomalia del sistema che fino a poco tempo fa vigeva, una coalizione mai realmente nata.
“Sono tempi difficili, ma noi abbiamo fatto e continueremo a fare la cosa giusta”, ha detto il primo ministro bocciato anche in una delle sue cause celebri: l’elezione diretta del sindaco nelle grandi città, lanciato con lo slogan “un Boris in ogni citta”. La proposta, sottoposta ad un referendum parallelo alle elezioni, è stata bocciata dagli elettori di Birmingham, Leeds, Manchester, Newcastle, Sheffield, Coventry, Nottingham e Bradford. Cameron si è dovuto scusare con le centinaia di consiglieri comunali Tory che hanno perso il posto e adesso, c’è il rischio rivolta all’interno del partito.