Sempre più drammatica la situazone della Rena, la nave battente bandiera liberiana incagliata da giorni nella barriera corallina Bay of Plenty.
Se prima era il maltempo a ostacolare le operazioni di emergenza per evitare che le 1700 tonnellate di carburante presente nei serbatoi della Rena finisse in acqua, ora è il freddo il prinicipale nemico delle squadre addette al pompaggio del greggio.
Infatti in un primo momento una forte tempesta con onde alte più di 5 metri aveva costretto l’equipe di esperti che si era recata sulla nave per trovare una soluzione al problema ad abbandonare il cargo a bordo di elicotteri perchè il mare rischiava di far spezzare la nave e farla affondare; infatti nella chiglia erano presenti, oltre la grossa falla prinicpale, anche diverse fratture da stress che potevano da un momento all’altro portare il cargo a spaccarsi in due e inabissarsi.
Ora il maggior problema è invece rappresentato dal freddo che sta rendendo il greggio all’interno dei serbatoi troppo denso e solido per essere pompato con facilità dalle macchine; finora solo 22 delle 1300 tonnellate di petrolio presenti nella nave sono state pompate via.
Nel mentre la situazione dal punto di vista ambientale è già drammatica, con la marea nera che ha già invaso almeno 60 km di spiagge immacolate e causato la morte di moltissimi esemplari della fauna neozelandese, fra cui i tipici e rari pinguini blu.
Le associazioni ambientaliste sono al lavoro da subito per cercare di rimediare nei limiti del posibile ai danni causati dalla fuoriuscita del greggio dai serbatoi della nave; se tutte e 1700 le tonnellate di carburante si dovessero riversare in mare il danno sarebbe incalcolabile, una vera tragedia dal punto di vista ambientale e non solo.