I due fucilieri di marina italiani della Enrica Leixe, la petroliera coinvolta nell’uccisione di due pescatori indiani, sono stati arrestati oggi dalla polizia di Kochi, nel sud del paese, secondo fonti indiane.
Verranno posti in custodia giudiziaria e quindi presentati nei prossimi giorni davanti a un tribunale per omicidio, ma i due hanno ribadito di essere estranei ai fatti loro contestati.
Secondo i militari del reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Ajesh Binki e Gelastine che si trovavano sul peschereccio asiatico del peschereccio St.Antony in navigazione mercoledì pomeriggio nel Mar Arabico, erano armate. Sono stati interrogati dalla polizia alla presenza del console generale d’Italia a Mumbai Giampaolo Cutillo.
“I marò arrestati dalla polizia indiana sono organi dello Stato italiano e pertanto godono dell’immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati stranieri” – ha ribadito la Farnesina. I due militari erano sulla Enrica Lexie in base ad una legge italiana e alle risoluzioni Onu sulla lotta alla pirateria e, ha contunuato la Farnesina: ” le forze di sicurezza indiane stanno compiendo atti unilaterali contro di loro”.
L’equipaggio in quella occasione rispose a quello che ritenne essere un attacco di pirati e quindi proseguì la sua rotta, salvo poi obbedire a una ingiunzione delle autorità indiane di entrare nel porto di Kochi, dove la nave è oggi all’ancora.
Una delegazione italiana dei ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia, è attualmente al lavoro in India, come concordato ieri dal ministri degli Esteri Giulio Terzi e S.M. Krishna, offrendo “una cornice di riferimento diplomatica”.
Il clima generale dei servizi sui quotidiani locali è ostile alle tesi italiane. L’Italia, visto che l’incidente si è verificato in acque internazionali, ritiene che il caso debba essere gestito dalla magistratura italiana.