Acquistando amamenti legegri, sarà molto improbabile che l’Esercito libero di Siria possa rovesciare il regime di Assad in tempi rapidi, considerando anche gli ostacoli che la diplomazia incontra su questo terreno, vedi Russia e Cina.
Nelle ultime settimane sembra aumentare la possibilità che il Consiglio nazionale siriano, possa presentare una mozione di condanna del regime di Assad cercando di ottenere la maggioranza dell’Assemblea Generale dell’ONU. Su questa ipotesi molto si stanno adoperando la Turchia, gli Usa, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna con l’intento di raggiungere almeno il voto di 70 Paesi.
L’esercito di Assad non è infatti nuovo a spostamenti in territorio libanese per colpire i ribelli in fuga, ma nelle ultime ore lo stesso Premier libanese Mikati, considerato filo siriano e sostenuto da Hezbollah, ha dichiarato al quotidiano francese Le Figaro la necessità per il Libano di dissociarsi da quanto sta avvenendo in Siria.
Intanto diverse unità dell’Esercito libanese si stanno schierando nel Nord del paese per fronteggiare e gestire sia una possibile fuga in massa dalla Siria che gli scontri che già si stanno registrando nella città di Tripoli. Lo stesso numero due di Hezbollah, Naim Qassem, ha condiviso la scelta di schierare l’Esercito libanese nel Nord del paese arginando così le tensioni tra sunniti e alawiti.
Nel frattempo anche la comunità siriana presente in Italia è preoccupata per la situazione. E’ rischioso manifestare contro il regime. In Italia infatti, non si sono avute solamente manifestazioni contro Assad ma anche manifestazioni a favore, organizzate dalla comunità siriana lealista, molto vicina ad Assad.