Continuano gli scontri nelle Maldive tra polizia e fedeli di Nasheed

Le conseguenze del colpo di stato di settimana scorsa alle Maldive continuano a farsi sentire nel panorama politico dell’arcipelago nell’Oceano Indiano.

L’ex presidente, Mohamed Nasheed, insiste nel chiedere elezioni anticipate mentre il nuovo regime sta dando vita ad un governo di unità nazionale per consolidare il potere.

Nella capitale Malé sono giunti in questi giorni inviati delle Nazioni Unite e delle potenze con i maggiori interessi nell’arcipelago (India e Stati Uniti) per fare chiarezza sulla situazione e negoziare un’uscita pacifica dalla crisi.

Il nuovo presidente delle Maldive, Mohamed Waheed accoglie la missione. Il portavoce Masood Imad all’Afp ha dichiarato: “Chiediamo non solo al Commonwealth di venire qui e valutare la situazione, ma anche alle altre organizzazioni intergovernative”.

Intanto, secondo quanto riporta oggi il quotidiano on line Haveeru, centinaia di sostenitori dell’ex premier Mohamed Nasheed si sono scontrati con la polizia a Malè nella nottata. Le proteste, scoppiate dopo due giorni di relativa calma nell’arcipelago musulmano, si sono tenute davanti al Parlamento dove si erano asserragliati una ventina di deputati del partito di Nasheed.

Le origini del malcontento nel paese sono però da ricercare principalmente nelle mancate promesse elettorali del presidente Mohamed Nasheed. Dal 2008 a oggi il livello di inflazione è salito vertiginosamente, mentre dure misure di austerity sono state implementate su richiesta del Fondo Monetario Internazionale.

Le opposizioni, soprattutto islamiche, hanno così sfruttato i malumori diffusi nei confronti del presidente, cercando di mobilitare la popolazione. Quando alle proteste dell’opposizione si sono unite le forze di polizia e alcune sezioni dell’esercito, per il presidente Nasheed è stata la fine.

Sono comunque centinaia i sostenitori dell’ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed che oggi 13 febbraio si sono scontrati con la polizia nella nottata nelle capitale Malè, dove rimane alta la tensione dopo l’improvviso cambio di governo dello scorso 7 febbraio. Le proteste, scoppiate dopo due giorni di relativa calma, si sono tenute davanti al Parlamento. Arrestate finora 94 persone.

Scritto il 13 febbraio 2012 alle 13:00

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