Mohammed Waheed Hassan ha accusato l’ex capo di Stato Nasheed di essere il mandante delle rivolte nella Maldive, promettendo di combattere l’anarchia e creare un governo d’unità nazionale.
Tra coloro che si sono ribellati al presidente Naheed portandolo alle dimissioni, ci sono integralisti islamici legati al dittatore dell’ex dittatore Maumoon Abdul Gayoom, che ha governato le Maldive per oltre 30 anni e al quale Nasheed si opponeva. Mohammed Waheed Hassan è un “suo uomo” .
Il responsabile del settore Asia per il Ce.S.I La Bella ha spiegato che, già prima che si insediasse il presidente Naheed e che ora è ricercato e rischia l’arresto, gli islamisti avevano cercato di dare alle Maldive un volto più estremista dal punto di vista religioso.
C’è riluttanza verso stranieri non musulmani, divieto di vendere alcolici e cucinare carne di maiale nei villaggi turistici, i cani non possono entrare perché notoriamente considerati impuri dall’islam e le donne sono sempre più velate.
L’ex presidente Nasheed in un’intervista al quotidiano statunitense International Herald Tribune aveva denunciato, che gruppi di estremisti islamici e influenti imam premevano per praticare mutilazioni genitali femminili: “Eravamo una società matriarcale”.
Shadiya Ibrahim, militante femminista e membro di un gruppo di lavoro recentemente creato per i diritti delle donne, ha dichiarato che alle Maldive “essere donna è difficile oggi”. Le donne sono escluse dai posti di potere (5 donne su 77), escluse dal mercato del lavoro e spesso non possono neppure continuare gli studi oltre le scuole elementari.
Ovunque nelle Maldive viene applicata la flagellazione pubblica delle donne adultere secondo la sharia, la legge islamica. Contro 2-3 uomini flagellati, 140 sono donne. Sono in aumento le violenze sessuali.
Aneesa Ahmed, presidente del gruppo “Speranza per le donne”, ha fatto sapere che esiste un progetto di legge contro la violenza domestica, ma giace nel Parlamento maldiviano da oltre 14 mesi. Non c’è libertà di culto, quindi, neanche un cristiano può sentirsi al sicuro: l’apostasia dall’islam può essere punita con la morte.
La primavera araba, che ha portato i Fratelli musulmani e i salafiti al potere in Paesi come la Tunisia, l’Egitto, la Libia e il Marocco (che ora ha un primo ministro estremista), sta mettendo radici anche alle Maldive (che arabe non sono).