Sono ancora moltissimi i centri isolati in Algeria e anche se i mezzi dell’Esercito o i volontari riescono a creare un passaggio nella neve, non giungono i rifornimenti di cibo e combustibile.
Forti disagi anche per il trasporto su rotaia, a causa dell’enorme quantità di neve che si è depositata sui binari e del ghiaccio che si è creato sugli scambi.
Le previsioni per le prossime ore, peraltro, non sono incoraggianti: secondo il servizio nazionale di meteorologia, si attende l’arrivo di nuove nevicate, sino a 40 centimetri, sulle località che si trovano ad una altitudine di 500 metri.
La lentezza nei soccorsi ha scatenato una ondata di critiche nei confronti delle strutture pubbliche, accusate dalla gente di limitarsi a raccogliere le richieste di aiuto, ma di non fare nulla per rispondervi concretamente.
Per sopperire a questa situazione di abbandono, molti cittadini si sono organizzati per risolvere da soli i problemi dovuti a freddo e neve, talvolta facendo a piedi decine di chilometri per raggiungere il primo paese dove acquistare soprattutto cibo.
L’erogazione di gas per il riscaldamento inizia a creare seri problemi perché le scorte nei depositi si sono esaurite e per la cui ricostituzione ci sono enormi difficoltà. Situazione che, dicono gli abitanti delle comunità ancora bloccate, potrebbe essere risolta con l’intervento dell’Esercito, non ancora deciso dal Governo.
In alcune località della Cabilia ormai da quattro giorni non c’è energia elettrica. Si teme per la vita dei tanti bambini che si trovano, con i genitori, intrappolati nelle vetture. Una parte della citta’ di Medea é, tutt’ora, priva di acqua perché una frana ha tagliato in più punti la principale conduttura che alimenta la rete.