Manovra – Niente norma su pensioni, riscatto laurea e leva non si toccano

Il vertice di Arcore ha deciso la prima modifica alla manovra finanziaria: salta la norma sulle pensioni che prevedeva la cancellazione del riscatto degli anni di laurea e servizio di leva

Ecco la prima modifica alla manovra finanziaria decisa durante il summit tenutosi ad Arcore fra i vertici dei ministero dell’Economia, del Welfare e della Semplificazione legislativa. Salta la norma sulla cancellazione ai fini del calcolo dell’anzianità degli anni di laurea e del servizio di leva militare.

Il provvedimento sarebbe stato dichiarato incostituzionale, per questo il governo ha deciso di eliminarlo dalla manovra. In ogni caso, pare che il discorso non sia definitivamente chiuso, infatti la discussione potrebbe riprendere giovedì in maniera collegiale dopo il consiglio dei ministri.

La cancellazione della norma sulle pensioni causa tuttavia una perdita del gettito di circa 1,5 miliardi di euro, suddivisi in 500 nel 2013 e 1 miliardo nel 2014, per cui secondo fonti del governo si proverà a rintuzzare la perdita inasprendo le norme sull’evasione fiscale e allo stesso tempo coinvolgendo i Comuni nella guerra agli evasori.

Intanto la Commissione Europea dice la sua sul testo della manovra approntato dal governo, ebbene secondo i vertici europei bisogna “fare attenzione alle misure strutturali destinate ad agevolare e sostenere la crescita” e annuncia che verificherà il rispetto dei parametri fissati a giugno scorso dalle raccomandazioni indirizzate dalla stessa Ue all’Italia.

Dall’Italia Schifani lancia un monito sul rispetto dei tempi chiedendo ai capigruppo del Senato di presentare gli emendamenti in tempi rapidi per consentire alla commissione competente di analizzarli in maniera corretta e nei tempi necessari.

Le parti sociali sono ancora una volte divise, infatti Cisl e Uil non ritengono più necessario lo sciopero dopo la cancellazione della norma sulle pensioni, mentre i radicali della Cigl vanno avanti per la loro strada come sempre: “Le ragioni dello sciopero stavano nell’iniquità della manovra, prima della norma sulle pensioni. L’iniquità rimane”, queste le parole della Camusso dopo la notizia del ritiro della norma pensioni da parte del governo.

“Se fossi in Cisl e Uil – continua la Camusso – aspetterei a gridare vittoria e attenderei i provvedimenti successivi. Comunque, se si conferma che il governo ritira quel provvedimento, questo è figlio proprio della mobilitazione della Cgil“, conclude il segretario generale della Cigl.

Scritto il 31 agosto 2011 alle 21:04

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