Il fotovoltaico non s’adda fare. E’ questo il nuovo piano del governo Monti, esecutivo sempre a caccia di nuove risorse economiche per reggere in qualche modo la baracca e questa volta è il turno delle nuove forme di energia. Il decreto liberalizzazioni interviene sugli incentivi per gli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole, detto in parole povere le famose distese di pannelli solari collocati in terreni agricoli. ecco dal 24 gennaio chi intende contribuire alla produzione di energia alternativa, ovviamente guadagnandoci, deve fare tutto di tasca propria. Secondo il decreto gli incentivi statali non saranno più possibili, un inasprimento rispetto al precedente decreto in materia che prevedeva già una riduzione delle possibilità di accesso ai finanziamenti limitando gli impianti soltanto al 10% delle superfici agricole in possesso del soggetto che proponeva l’installazione dell’impianto.
Una vera e propria scelta azzardata che ora mette a rischio anche le posizioni di coloro che alla data dell’entrata in vigore del decreto avessero già fatto richiesta di incentivo cominciando i lavori di installazione dell’impianto. Decisione che ha sollevato pesanti critiche da parte delle associazioni che si occupano della produzione di energia solare, infatti in una nota congiunta tutte Anie, Aper, Assosolare e Asso Energie Future, segnalano come la cancellazione della norma transitoria che prevedeva la possibilità di accedere lo stesso agli incentivi per quelle aree in cui l’impianto fosse stato attivato entro un anno dalla data di entrata in vigore del precedente decreto, datato marzo 2011, starebbe per arrecare considerevoli danni ai produttori che hanno anticipato i costi di realizzazione degli impianti nella certezza di ricevere successivamente gli incentivi.