Il ricovero in ospedale alla 2.30 della notte scorsa per l’aggravarsi della sua situazione cardiaca, ma per Don Luigi Verzè non c’è stato nulla da fare e alle 7.0 di questa mattina si è spento nella clinica ospedaliera da lui fondata. Veronese, nato il 14 marzo del 1920, Don Verzè era stato prima sacerdote nella diocesi di Verona per poi giungere nel capoluogo lombardo dove ha fondato non solo il San Raffaele ma anche l’Università Vita-Salute San Raffaele. I problemi di salute erano cominciati esattamente un anno fa quando Don Verzè accuso i primi sintomi dell’aggravarsi della sua situazione cardiaca, il portavoce del San Raffaele, Paolo Klun, ha quindi sottolineato a Sky Tg24 come da quel momento i controlli sulla salute del sacerdote erano continui e costanti.
Inoltre, secondo Klun, ad aggravare la situazione sarebbe stato lo stress accumulato per via del famoso buco miliardario riscontrato nei conti dell’ospedale San Raffaele, infatti “Su una persona di quell’età, con una situazione non tranquilla dal punto di vista della salute, pesa molto di più una situazione di stress molto forte come quella che ha vissuto lui, e tutti quanti con lui, per la situazione del san Raffaele”, spiega il portavoce. In ogni caso, secondo Klun, il processo di salvataggio del polo ospedaliero non è messo assolutamente in discussione dopo la morte di Don Verzè, infatti il prossimo cda del San Raffaele, fissato il 10 gennaio, vaglierà le proposte giunte facendo valere o meno il diritto di prelazione.