I carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) hanno effettuato un blitz che ha portato all’arresto di 5 militanti di “Militia”, organizzazione neofascista.
Le forze dell’ordine hanno anche effettuato 11 perquisizioni. L’indagine romana intende smantellare il gruppuscolo di estrema destra accusato di reati gravissimi.
“Militia” infatti è accusata di reato associativo, diffusione di idee a sfondo razziale, apologia del fascismo, procurato allarme, minacce alle istituzioni e ai loro rappresentanti.
I politici nel mirino dell’organizzazione sono Gianni Alemanno, sindaco di Roma, il Presidente del Senato Renato Schifani, l’ex Presidente americano Bush jr. E soprattutto Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera, “colpevole” di tradimento.
Gianfranco Fini viene dalle file del Movimento Sociale Italiano, ma nei decenni ha maturato una nuova idea di destra, antifascista e improntata ai valori della destra europea. Significativa è stata la svolta in Israele nel 2003 durante una visita ufficiale in cui definì le leggi razziali e il fascismo “il male assoluto del XX secolo”.
Non sono bastati 6 milioni di vittime innocenti durante l’Olocausto a spegnere definitivamente l’odio cieco nei confronti del popolo ebraico, l’organizzazione neofascista Militia è accusata di azioni contro la comunità ebraica romana e il suo Presidente Riccardo Pacifici.
Il Giorno della Memoria è stato violato dalle scritte sui muri romani di questo gruppuscolo con frasi deliranti come “27/1 nessuna memoria” o “Pacifici continui a meritare il fosforo bianco”.
La tolleranza verso organizzazioni di estrema destra, violente, biecamente razziste è una faccenda tutta italiana. Da più parti si sollevano proteste e si chiede chi abbia la responsabilità politica e morale di aver lasciato impuniti e a briglia sciolta questi criminali fascisti.