Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha presenziato alla manifestazione in ricordo della strage di Piazza Fontana, una delle pagine più enigmatiche e buie della storia d’Italia. Il sindaco dice “E’ stato il nostro 11 Settembre, quel giorno abbiamo perso l’innocenza”.
La bomba alla sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura causò 88 feriti e 17 morti. Subito si gridò al terrorismo anarchico, furono accusati Valpreda e Pinelli risultati poi completamente innocenti.
Giuseppe Pinelli viene fermato e interrogato per tre giorni dagli inquirenti, muore misteriosamente precipitando dal quarto piano della Questura. La versione ufficiale, quantomeno controversa, è che Pinelli si sia affacciato e sia caduto. Quello che è certo è che l‘autopsia non è mai stata resa pubblica.
I mandanti della strage e i contorni di questa vicenda non son stati ancora completamente chiariti, ma la tesi più accreditata è che i responsabili vadano ricercati tra i neofascisti e i servizi deviati dello Stato. Dopo 42 anni questo doloroso capitolo non è stato ancora chiuso.
Si sono registrate tensioni durante la manifestazioni a causa di una dura contestazione verbale nei confronti di Podestà, presidente della Provincia, da parte di una trentina di giovani dei centri sociali. “Fascista, te ne devi andare” gli gridano e si dirigono verso la lapide di Giuseppe Pinelli per rendere omaggio a un uomo innocente, l’ennesima vittima della strategia della tensione e di quegli anni turbolenti.