Un pacco bomba è esploso alle 12.30 nella sede di Equitalia di via Millevoi nella Capitale. Il direttore generale Marco Cuccagna è stato ferito a una mano.
La Procura di Roma ha subito avviato le indagine insieme alla Digos, si pensa infatti che l’attentato sia legato all’ambiente anarco-insurrezionalista. Immediato è stato subito il collegamento con la lettera-bomba recapitata alla filiale di Francoforte della Deutsche Bank rivendicata dall’organizzazione eversiva italiana FAI.
Nel mirino degli anarco-insurrezionalisti in quest’ultimo periodo sono finiti infatti esponenti della finanza e dell’economia, a riprova del fatto che la crisi e i malumori mondiali sono legati proprio a questi ambienti più che alla politica in senso stretto.
Le manifestazioni di solidarietà non si son fatte attendere. Primo fra tutti il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha parlato di “atto scellerato” contro Equitalia. Anche il Premier Mario Monti ha espresso la sua vicinanza al direttore generale ferito e ha precisato che “Equitalia svolge il proprio dovere, nel rispetto delle leggi”.
La contestazione nei confronti di Equitalia però viene da più parti anche se con metodi assolutamente pacifici. E’ di poche ore fa per esempio la conferenza stampa di alcuni politici sardi in quota Pdl con a capo il deputato Mauro Pili che intendono raccogliere 50mila firme per proporre una legge che attenui i problemi creati da Equitalia.
Nella sola Sardegna infatti sono 70.430 le imprese indebitate con Equitalia, 2351 aziende sarde sono fallite a causa dei debiti contratti con l’Agenzia. La proposta di legge intende ridurre i compensi ad Equitalia e “cancellare tutti gli elementi di riscossione che generano un guadagno indebito, ingiustificato, irragionevole e irrazionale, dalle spese di esecuzione a quelle di notifica, al diritto di rimborso delle quote inesigibili” queste le parole di Pili.