IL CAIRO - Continuano le manifestazioni e gli scontri tra manifestanti e militari in Egitto. A meno di una settimana dalle elezioni, i manifestanti tornano a concentrarsi in piazza Tahrir dove hanno tenuto una nuova manifestazione con l’obiettivo di chiedere la nascita di un governo di salvezza nazionale. Questa mattina si sono registrati 20 feriti in alcuni tafferugli tra le forze di sicurezza presenti nella zona e i dimostranti. Il bilancio totale della protesta sale a 13 vittime e oltre 190 feriti; i poliziotti inoltre, hanno arrestato diversi manifestanti, con gli scontri che si sono registrati nei pressi della sede del ministero dell’Interno. La polizia egiziana ha fermato tre contestatori stranieri colpevoli di aver lanciato alcune bombe molotov contro un gruppo di poliziotti nel centro del Cairo.
Nel pomeriggio è prevista una nuova manifestazione a piazza Tahir, denominata “la marcia del milione” , alla quale hanno aderito ben 35 partiti e vari movimenti egiziani, con lo scopo di manifestare in tutto il paese. Alla protesta non prenderanno parte i Fratelli Musulmani egiziani. Il partito che fa riferimento a Libertà e Giustizia ha annunciato di non voler “trascinare il popolo in nuovi scontri sanguinosi con partiti che cercano vantaggi dalle tensioni”. Sarà invece presente il Fronte salafita egiziano, il movimento islamico radicale chiede una tabella di marcia chiara ed una manifestazione estesa in tutto il paese.
Intanto il Consiglio supremo delle Forze armate in Egitto, che ha al momento il potere dopo le dimissioni dell’esecutivo guidato da Essam Sharaf, valuta l’ipotesi di nominare Mohammed ElBaradei nuovo premier. Forte preoccupazione è stata espressa dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, sulle vicende egiziane e sugli scontri sanguinosi. Terzi ha affermato che l‘Italia rispetta il processo politico in atto in Egitto, ma si aspetta che questo sia improntato nel pieno rispetto dei diritti umani e delle legittime aspettative democratiche del popolo d’Egitto: “l’Italia, rivolge dunque un forte appello a tutte le parti affinché cessi ogni violenza e, nella prospettiva del processo elettorale, si dia prova di calma e moderazione”.