L’ospitalità storicamente è sacra, ma in questo caso sarebbe potuta costare molto cara a dei turisti italiani di ritorno dal Marocco.
Una banda di trafficanti di droga, dopo aver offerto ospitalità ai turisti, senza che loro se ne accorgessero riempivano le loro automobili di quantitativi di cocaina e hashish non indifferenti, che poi recuperavano in Italia.
Un metodo perfetto, chiedevano negli ultimi giorni di ospitalità la macchina in prestito ai turisti, per poterla imbottire di stupefacenti in tutta tranquillità, e per far passare così alla dogana senza problemi più di 90 chilogrammi di stupefacenti, ogni due giorni.
I marocchini alimentavano così un traffico di droga che si svolgeva del nord Italia, e che interessava le province di Piacenza, Pavia e Lodi.
Un modo di agire che sembra uscito da un film, ricorda un po’ l’ultimo capitolo di Bridget Jones, quando la protagonista dopo un viaggio di Thailandia, si trova a dover scontare una pena in carcere per possesso di cocaina, che le era stata data da altri a sua insaputa.
Ad ogni modo i Carabinieri del Comando provinciale di Piacenza dopo decine di perquisizioni sono riusciti a scoprire come la banda di marocchini riusciva a far arrivare la droga, per poi rivenderla agli spacciatori. In tutto sono 30 i magrebini arrestati.
Tra qualche ora ci sarà la conferenza stampa che fornirà ulteriori dettagli sui fatti, e spiegherà come i carabinieri siano riusciti a scoprire l’organizzazione di trafficanti, anche con l’ausilio di una persona che ha agito sotto copertura.