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La prevenzione dello Stalking è l’unica speranza per uscire dall’incubo.

Libera la tua vita e quella altrui

400 persone sensibilizzate e 16 prese in carico dall’associazione. Sono stati resi noti i risultati del mese dedicato alla sensibilizzazione nazionale sui presunti autori. Gli incontri, organizzati dall’Osservatorio Nazionale sullo Stalking dall’11 al 28 maggio 2011, si sono svolti nelle città di Firenze, Milano, Torino, Genova, Cagliari, Roma, Vibo Valentia e hanno previsto la presentazione del manuale “Rifiuto Tossico” (Massimo Lattanzi – AIPC Editore) e del cortometraggio “Amore Buio” di Massimo Terranova: l’obiettivo di questo progetto è stato quello di segnalare a tutte le persone che si trovano a mettere in pratica agiti persecutori la possibilità di uscire dalla condizione di persecutore grazie ad una presa di coscienza del problema e ad un supporto psicologico specializzato offerto dagli specialisti del Centro Presunti Autori coordinato dagli psicologi dell’associazione. Sono state aggiornate circa 400 persone tra psicologi, avvocati, medici, appartenenti alla forze dell’ordine, professori e genitori e sensibilizzati 150 studenti delle scuole medie e superiori nelle quali sono anche emersi alcuni casi di Stalking presi in carico dai volontari dell’O.N.S. In particolare, i presunti autori che si sono rivolti all’associazione per chiedere aiuto sono stati 16. I contatti ricevuti per e-mail e via Skype sono stati circa 180 e le brochure informative distribuite 3000. Dato fondamentale di questa campagna è stata la massiccia partecipazione e richiesta di aiuto ai convegni e seminari di molte vittime e presunti autori: questo è un chiaro segno di quanto la prevenzione e l’informazione siano importanti per offrire una speranza in più – alle persone che si ritrovano nei panni della vittima o del persecutore – di avere la garanzia di essere seguiti da specialisti nel settore. L’Osservatorio sullo Stalking è nato nel 2002 e conta sette sportelli già attivi sul territorio nazionale (Milano, Varese, Genova, Pescara, Roma, Vibo Valentia, Cagliari) che offrono consulenza psicologica e legale gratuita e una valutazione del rischio personalizzata per ogni caso. Da molti anni questa associazione, il cui slogan è “libera la tua vita e quella altrui”, insiste sull’impellente necessità di lavorare sulla prevenzione del fenomeno: è proprio a questo scopo che i volontari dell’O.N.S. promuovono corsi di formazione, incontri con le scuole e convegni itineranti in tutto il territorio nazionale. L’esclation di violenza che ha portato nell’anno appena trascorso a contare numerosi omicidi a seguito di Stalking ha reso infatti evidente il fatto che la coercizione non sia sufficiente da sola a contenere gli atti persecutori; la prevenzione e un percorso di risocializzazione sono gli unici strumenti realmente in grado di diminuire l’incidenza dello Stalking. Il percorso di risocializzazione è orientato a «favorire la consapevolezza che determinate azioni arrecano danno e paura e, quindi, nell’assunzione di responsabilità di queste azioni. Lavoriamo su questo rimosso di profondo dolore e rabbia radicato da anni» (Massimo Lattanzi). Spesso, infatti, eventi traumatici di matrice “abbandonica” (lutti, separazioni famigliari) relativi all’infanzia del presunto autore tornano come uno tsunami emotivo a procurare un’intensa sofferenza ad ogni tipo di distacco, il quale porta inevitabilmente a mettere in pratica atti persecutori al fine di eludere la possibilità di essere (ri-abbandonati).Nel 40% dei casi, coloro che si sono rivolti al Centro Presunti Autori hanno raggiunto ottimi risultati arrivando al completo contenimento degli atti persecutori, mentre nel 25% si assiste ad una diminuzione drastica del fenomeno. Solo nel 30% dei casi i risultati sono meno incoraggianti e lo stalker continua a perseguitare la vittima. I dati della ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale sullo Stalking non sono rassicuranti per le evoluzioni future del fenomeno degli atti persecutori: si stima che un italiano su cinque sia stato vittima di molestie insistenti, e questa manifestazione-sintomo di una società improntata ad una crescente insicurezza non sembra dare segni di arresto. L’80% delle vittime sono donne, mentre per quanto riguarda gli uomini, le richieste d’aiuto sono cresciute dal 10 al 25% negli ultimi anni. Lo Stalking è un fenomeno trasversale e può colpire chiunque: secondo Massimo Lattanzi, psicoterapeuta e coordinatore dell’O.N.S., non esiste infatti un profilo della vittima e del persecutore; l’unico tratto peculiare rintracciabile nella totalità dei presunti autori è la tendenza alla manipolazione e la difficoltà ad accettare ed elaborare un abbandono. La presentazione del Centro Presunti Autori è avvenuta nelle date e nei luoghi seguenti:

 

11 maggio 2011 Firenze Centro Uomini Maltrattanti Via Enrico Il Navigatore, 17 Ore 10/13
11 maggio 2011 Milano Spazio Melatempo Via Tenca, 7 Ore 17/19
12 maggio 2011 Torino Istituto Avogadro C.so San Maurizio, 8 Ore 10/13
12 maggio 2011 Genova Università degli Studi Via Balbi, 4 Ore 16/18
18 maggio 2011 Cagliari Sala Ex Cappella Via Ciusa, 21 Ore 17/19
20 maggio 2011 Roma Camera dei Deputati Via Poli,19 Ore 15,30/18
26 maggio 2011 V.Valentia Sala Consiliare Provincia Via Pavese (località Bitonto) Ore 16,30/18,30

 

 

info@stalking.it

www.stalking.itwww.osservatoriosicurezza.itwww.criminalmente.it


Stalker e Trattamento: prigione o terapia?
Una pubblicazione fuori dagli schemi che narra oltre ai dati e alla letteratura specifica il vissuto condiviso da molti presunti autori, quello di rifiuto tossico! Il doppio vissuto di rifiuto. Il primo è quello che spesso è la matrice degli atti persecutori, il secondo, spesso condiviso con i familiari, è quello di dover essere smaltito nel minor tempo possibile senza preoccuparsi della reale validità della filiera dello smaltimento!

Introduzione
Gli stalker come i rifiuti. Come gestione dei rifiuti si intende l’insieme delle politiche volte a gestire l’intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, coinvolgendo la raccolta, il trasporto e il trattamento (il riciclaggio o lo smaltimento). Per riciclaggio dei rifiuti si intende l’insieme di strategie volte a recuperare i rifiuti. Il riciclaggio è un concetto chiave nel trattamento dei rifiuti. In Italia lo smaltimento in discarica è ancora il principale metodo di eliminazione dei rifiuti, in quanto è semplice ed economico. I rifiuti possono definirsi come qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi; indipendentemente dal fatto che possa essere oggetto di riciclaggio. Cosi come per gli stalker si adotta o un semplice abbandono di rifiuti come gli “arresti domiciliari” o si destinano ad una discarica “la prigione”. Non si vuol pensare alla produzione (la matrice) ad una reale prevenzione tanto meno al trattamento (percorsi di ri-socializzazione). La produzione degli stalker può essere spiegata dall’epigenetica…
Lo Stalking è una manifestazione violenta essenzialmente psicologica e trasversale che può interessare tutte le relazioni interpersonali; si manifesta come un insieme di molestie essenzialmente psicologiche che si esplicano con comportamenti persecutori, atteggiamenti minacciosi e di controllo nei confronti di una o più persone. Tali agiti generano nella vittima paura, ansia e preoccupazione, ne violano la privacy e possono rappresentare un pericolo per l’incolumità personale. Lo stalking comprende vasto campionario psico comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone. Tali intrusioni incutono paura e procurano esiti psicologici e relazionali gravi. Può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione (O.N.S. 2002).  Il campionario, psico-comportamentale dello stalker può spaziare dall’invio di sms, e-mail, fiori e regali non graditi a continue telefonate, appostamenti, pedinamenti, danneggiamenti e molto altro. Le dinamiche dello Stalking sono assolutamente peculiari, non possono essere accomunate ad altre manifestazioni violente. Spesso è lo Stalking ad essere la matrice di molte espressioni della violenza (Lattanzi, 2003).

Lo stalker non è sempre un soggetto malato: secondo gli studi dell’O.N.S., solo il 10% degli stalker soffre di una psicopatologia grave, con perdita del contatto con la realtà, mentre circa nell’80% dei casi sono soggetti ben inseriti nella società. Il confine IO – TU non è rispettato, ed è spesso espressione di un modello operativo interno “programmato” nelle primissime relazioni che definisce, a vari livelli, tutte le relazioni interpersonali del presunto autore. Nelle varie espressioni persecutorie, il presunto stalker, abitualmente, mantiene un buon contatto con la realtà, ne rasenta il confine, è spesso un “inconsapevole” manipolatore, che idealizza e sminuisce l’altra persona anche a distanza di pochi minuti. Il presunto autore può presentarsi come un grande introverso, manifestare comportamenti tipici della personalità schizoide fino a mostrare ostentazioni molto estroverse tipiche della personalità antisociale, con intervalli ossessivi, paranoici, ipocondriaci, borderline, istrionici e narcisistici, che sono magistralmente “avvicendati” in una personalità poliedrica, molto simile all’organizzazione di personalità borderline definita da Kernberg. Il ciclo dello stalking, composto di quattro fasi, descrive il presunto stalker come un camaleonte psico-affettivo, difficile da inquadrare nelle attuali categorie psicologiche, sia per le presunte vittime, che per gli operatori, i consulenti e periti! (a cura di Massimo Lattanzi, Centro Presunti Autori).

Lo stalker non è in grado di elaborare ed accettare l’abbandono: alcune persone, senza distinzioni di sesso, età, cultura e status sociale – infatti – per innumerevoli variabili di tipo bio-socio-psicologico hanno strutturato una particolare sensibilità prima che nelle risposte psico-comportamentali, socialmente inaccettabili, nelle attività dei circuiti sottocorticali coinvolti nel distacco. Organizzano e manifestano – nelle relazioni interpersonali connotate da un “importante” coinvolgimento ed investimento affettivo – uno stile di attaccamento di tipo insicuro, spesso evitante o ambivalente, raramente disorganizzato. Queste persone, nelle primissime relazioni e distacchi reali o immaginari, comunque “vissuti”, strutturano una sorta di “memoria” neurale che potrebbe essere associata ad un incremento di attività nei circuiti dopaminerigici sottocorticali coinvolti nella ricompensa, assieme ad un decremento di attività sertotoninergica. Quando “sentono di perdere” o perdono realmente una persona importante, si attiverebbero in modo “immediato” i circuiti su menzionati come se vivessero la perdita come una perdita di una parte di loro, di momenti importanti che loro avrebbero organizzato e che altrimenti non si sarebbero potuti vivere! Queste attività comportano un impegno ed un dispendio di energie che è ricompensato con il distacco o il rifiuto. Si attiverebbero fenomeni bio-psicologici associati al rifiuto, come la “reazione di protesta”, la “frustrazione-attrazione”, la “rabbia da abbandono” e il “controllo del partner”, che si manifestano con la tipica organizzazione di personalità borderline del presunto stalker (Lattanzi, 2007).

Le persone che agiscono gli atti persecutori, in qualche modo, non possono fare a meno di riempire di attenzioni e coccole le persone oggetto del loro interesse, con sorprese, regali, organizzazione di serate, scelta di regali, contatti telefonici, invio di sms e mail che, anche in tempi non sospetti, occupano in modo più o meno consapevole buona parte delle ventiquattro ore, come se avessero acquisito e con il tempo consolidato un insieme di condotte psico  comportamentali istintive ogni volta che strutturano una relazione “importante” e che non possono rischiare di perdere. (Lattanzi, 2009)

Tali condotte subiscono una brusca accelerazione in termini di frequenza ed intensità  quando sentono, vivono, o solo immaginano che la persona oggetto di interesse stia per distaccarsi da loro o comunque si stia attenuando la profondità dell’interesse. Come se avessero una sorta di “interesserometro”, quando l’indicatore arriva al livello di guardia, le condotte di controllo travestite da coccole ed attenzioni si intensificano sino a quando l’indicatore supererà di molto il livello di emergenza. Le persone oggetto di interesse sono l’estensione e spesso la loro stessa vita e, nel momento del distacco, è come se le attività utili a garantire le gratificazioni esistenziali e ad evitare il contatto con il senso di vuoto ed abbandono, non più attivabili, lascino spazio a pensieri ed emozioni ingestibili. Gli stalker, in questa fase, istintivamente, non possono fare a meno di attivare soluzioni “creative” che uniscano la possibilità di mantenere comunque un contatto con la persona oggetto di interesse ed evitare il contatto dolorosissimo con il senso di vuoto e abbandono. Gli atti persecutori, quindi, rappresentano un connubio perfetto per sedare le ansie e per continuare a controllare/contattare la persona oggetto di interesse. (Lattanzi, 2009)

E’ stato possibile identificare nell’80% del campione delle persone che agiscono comportamenti molesti e violenti il Colpo d’Abbandono Improvviso, C. A. I. (Lattanzi, 2007). E’ come se, da quell’istante, che cambierà per sempre la loro esistenza, prendessero coscienza da una frase, un gesto o da una semplice sensazione che stanno per essere lasciate o abbandonate, comunque che stanno perdendo il “controllo” della relazione. Lo descrivono come uno tsunami emotivo affettivo, che cancellerà la loro “precedente” vita. Da quel preciso momento, i valori, gli obiettivi e gli affetti precedenti, non esistono più. Non possono fare a meno di agire una raccolta di comportamenti predominanti, predisposti a manifestarsi in tutta la loro forza e autorità. Come se questi atteggiamenti fossero stati appresi nelle primissime relazioni e forse in maniera inconsapevole affinati, una sorta di borsa del pronto soccorso relazionale nelle circostanze “avverse” (Lattanzi, 2007). Le motivazioni si modificano, si incrociano e si autoalimentano nel tempo. Si parte dal bisogno di verificare l’ipotesi della separazione/abbandono, per passare poi a comprovare il loro infinito amore e persuadere l’altra persona ad abbandonare l’ingiusta scelta, fino alla condivisione/proiezione delle emozioni negative (Lattanzi, 2007). Non bisogna dimenticare che lo stalker è un abile manipolatore; per spiegare questo concetto è necessario riferirsi alla definizione seguente: il gaslighting è un insieme di comportamenti subdoli, agiti dal manipolatore (gaslighter), nei confronti di una persona per confonderla, farla sentire in colpa, farle perdere la fiducia in se stessa, farla sentire sbagliata, renderla dipendente, fino a farla dubitare della sua sanità mentale. Il contesto può essere quello di coppia, familiare, amicale e lavorativo (Lattanzi, 2007). Lo stalking può colpire chiunque: la prima arma per combatterlo è la prevenzione e un percorso psicologico sullo stalker; nessuna legge potrà mai “risolvere” il problema se non partendo da questo presupposto fondamentale.

 

 

Scritto il 31 maggio 2011 alle 18:07

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