L’attore e regista Nanni Moretti, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha espresso il suo giudizio sulla attuale ed intricata situazione politica italiana, parlando dell’attuale governo tecnico, del recente passato e soprattutto del futuro, dato che le elezioni parlamentari sono previste per la primavera del 2013. Nanni Moretti elogia l’attuale primo ministro Mario Monti, dicendo che grazie a lui finalmente noi italiano “siamo rappresentati degnamente” all’estero, ma avverte tutti che secondo lui l’era berlusconiana non è ancora terminata, ma si trova solo in una fase di stand by. Dice Nanni Moretti: “Ancora non si può dare per scontato che Belusconi non si ripresenti” alle prossime elezioni.
Moretti, che ha analizzato a fondo la figura del Cavaliere nel film “Il Caimano”, ha detto che per Berlusconi non è arrivato ancora il declino e che, nonostante tutto quello che sia successo in questi mesi, l’ex premier è ancora sulla cresta dell’onda della scena politica italiana. “Non sono stato un veggente – dichiara Moretti riferendosi al finale de “Il Caimano”, ho solo guardato con attenzione e spesso sgomento a quello che succedeva in Italia” e continuando “non immaginavo la sua uscita di scena dalla politica”. In effetti Moretti rivendica che Silvio Berlusconi non è stato condannato, ma il reato è andato in prescrizione: “Ci sono state prescrizioni, ci sono processi in corso” eppure tutto “è stato sempre dimenticato da tutti, come se nulla fosse successo”. Proprio il fatto che gli italiani dimentichino con così facilità tutto, potrebbe spingere il Cavaliere a ritornare in prima linea in politica, magari già dalle prossime elezioni, anche se Berlusconi ha sempre dichiarato che il vero leader del PDL è Angelino Alfano.
Le ultime parole dell’intervista a La Repubblica però Nanni Moretti le dedica all’Ulivo e alle elezioni del 1996, con il conseguente governo Prodi, costretto a dimettersi proprio a causa delle solite liti interne al centro-sinistra: “Per un governo che era popolare nel Paese e che invece fu costretto a dimettersi perchè da sinistra gli tolsero i voti. Bertinotti in nome dei lavoratori che diceva di rappresentare tolse la fiducia a Prodi e, secondo me, di fatto fece perdere 10 anni a questo Paese”.