Sono passati esattamente 100 anni da quando il professore americano Hiram Bimgham mise piede per la prima volta nel sito di Machu Picchu, in Perù. Era il lontano 1911 e il Bimgham si era lasciato sapientemente guidare nella sua spedizione da un abitante del luogo, che conosceva bene la presenza di quelle rovine nascoste nella foresta. Senza alcuna esitazione si avviarono subito gli scavi, che riportarono alla luce quella che è oggi considerata una delle Nuove sette Meraviglie del Mondo Moderno, insieme al nostro Colosseo, alla Grande Muraglia Cinese, al sito archeologico di Petra in Giordania, al complesso di Chichén Itzá in Messico, al Taj Mahal in India e al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, in Brasile.
Machu Picchu era in realtà in origine il nome della montagna sulla quale il sito archeologico è ubicato e che è oggi raggiungibile con un treno pensato appositamente per i milioni di turisti che ogni anno vi si recano in visita. Un sito la cui interpretazione non è ancora del tutto chiara agli studiosi, i quali hanno ipotizzato che potesse trattarsi di una sorta di santuario. Resta comunque il fatto che la sua enorme rilevanza lo ha portato ad essere iscritto nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Naturalmente, le celebrazioni messe in programma dal Perù per ricordare i cento anni dalla scoperta del sito non hanno fatto che incrementare il turismo locale, tanto che si parla già del tutto esaurito. Ma anche l’Italia ha voluto fare la sua parte, insieme all’Ambasciata del Perù. Ci saranno dunque anche nelle nostre città, prima fra tutte Roma, eventi di vario genere. È imminente ad esempio, il prossimo 24 luglio, l’inaugurazione nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, di una mostra dal titolo “Cento anni della rivelazione al mondo di Machu Picchu, 1911 – 2011”, che sarà accompagnata da uno spettacolo di apertura.
Silvia Cresci